venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale

sabato 4 dicembre 2010

La frase del mese - dicembre 2010

Comincio con questo post un nuova categoria: la frase del mese.
Sono frasi che cercherò di pubblicare tutti i mesi e che ho scritte nel calendario che ho appeso in casa.
Questi post saranno trasversali tra i miei blog; nel senso che li pubblicherò anche sugli altri (quantomeno su questo e su quello sul podismo).
Volevo cominciare con gennaio dell'anno prossimo ma, visto che la frase di questo mese riguarda il cibo, mi è piaciuto cominciare già da questo mese.
Perciò, la frase di questo mese è:

Il cibo materiale può essere trasformato in qualcosa di impalpabile...
energia di pensiero...
di affetti.

sabato 20 novembre 2010

Lunchbx #7


Anche se lo pubblico in inverno, questo è un lunchbox molto estivo e che infatti fa parte del mio archivio; in realtà l'ho preparato (e consumato) durante le calde giornate estive quando era molto piacevole mangiare qualcosa di fresco.

Sulla scia della semplicità nella composizione dei miei lunchbox anche questo è "elementare":
  • farro bollito in acqua salata e condito con pomodori freschi privati della pelle, tagliati a tocchetti e conditi con sale;
  • patate bollite (con la buccia), sbucciate, tagliate a pezzi e condite con sale e semi di girasole.

Sia il farro che le patate sono stati guarniti con foglie di basilico fresco a pezzetti.


lunedì 6 settembre 2010

Lunchbox #6


Questo lunchbox l'ho preparato ormai molto tempo fa ma, come dicevo nel post precedente, non ho avuto il tempo di postare nuove ricette.
Come tutti gli altri, anche questo è semplicissimo: riso bollito e fagioli.
I fagioli sono fagioli borlotti freschi bolliti in acqua salata mentre il riso l'ho cucinato alla "sudamericana" come mi è stato suggerito da Manu' nei commenti ad un precedente post.
Mi è piaciuto anche questo modo di cucinare il riso e penso che lo rifarò. Se volete farlo anche voi, procedete così: fate un soffritto con uno spicchio d'aglio e qualche anello di cipolla; aggiungete un bicchiere di riso; fategli prendere colore e aggiungete due bicchieri d'acqua e un pizzico di sale (q.b.); coprite con il coperchio e lasciate cuocere a fuoco lento per 20 minuti.
L'acqua si sarà assorbita del tutto; avrete un riso saporito,un po' colloso, ideale da usare al posto del pane.
Il rapporto riso:acqua è sempre 1:2.
Io ho usato il riso per risotti.

giovedì 19 agosto 2010

Scusate l'assenza...

... ero a correre.



In questo periodo sono stato via per le ferie e, con la scusa che dov'ero non avevo la possibilità di collegarmi a internet, sono stato ben lontano dal pc; ogni tanto bisogna disintossicarsi anche da questi utilissimi strumenti, no? Inoltre, anche quando sono a casa, ho molto meno tempo per cucinare rispetto a prima e pochissima fantasia così mi riduco a preparare sempre più o meno le stesse cose.
Comunque, ho ancora varie ricette in archivio che pubblicherò appena ci riesco.

In realtà sono anche andato a correre e quelle del video sono le mie scarpe running nuove, sono le ASICS gel nimbus 12: uno spettacolo!
Comodissime, ammortizzatissime, il massimo del comfort; senz'altro non sono le più reattive ma io cercavo delle scarpe comode da allenamento. Se e quando comincerò a fare anche qualche gara magari ne prenderò un paio più adatte.

venerdì 23 luglio 2010

Casarecce alla moda di Nello


Ingredienti:
  • casarecce
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio evo
  • funghi champignons
  • piselli freschi
  • sale
  • vino bianco
  • panna vegetale
Tempo di preparazione: 30 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: in una padella mettete olio evo con uno spicchio d'aglio (che toglierete quasi subito), aggiungete i funghi champignons, precedentemente lavati, puliti e tagliati a fettine, e i piselli; regolate di sale; aggiungete ora il vino bianco e lasciatelo sfumare. Unite la panna (abbondante!) e completate la cottura. Con questo sugo condite le casarecce che avrete cotto al dente in abbondante acqua salata.

Note: questa ricetta l'ho voluta dedicare a Nello, un amico di Veganblog, che predilige i piatti molto "pannosi". Era un po' che glielo avevo promesso, e ora, finalmente, riesco a postare la ricetta.L'ho fatta ormai molti giorni fa, ho utilizzato i piselli del mio orto che avevo fotografato e presentato in questo post. Non ho messo le dosi ma comunque, perché la dedica sia completa, devono essere molto abbondanti.

giovedì 8 luglio 2010

Luncbox #5


Ecco un altro lunchbox preparato per la pausa pranzo in ufficio.
Anche questa volta ho usato il bento (ovviamente!) e l'ho riempito con:
  • riso basmati a chicco lungo (semi-integrale, proveniente dall'India tramite il commercio equo e solidale) semplicemente bollito in acqua salata;
  • crauti cotti.

I crauti li ho preparati così:
lavate e pulite il crauto, affettatelo sottile e fatelo cuocere in una padella dove avrete messo ad appassire della cipolla affettata finemente con un po' d'olio evo; aggiustate di sale e, a metà cottura aggiungete anche dell'aceto di vino bianco (o aceto di mele, se preferite) lasciando sfumare.

lunedì 5 luglio 2010

Sciroppo di fiori di sambuco


Ingredienti:
  • fiori di sambuco
  • zucchero
  • acqua
Tempo di preparazione: 1 ora + 24 ore di riposo + 3 giorni di maturazione

Difficoltà: *

Preparazione: disponete i fiori di sambuco in un barattolo fino a riempirlo per circa 3/4; riempite il barattolo con acqua bollente fino a coprire i fiori e lasciateli macerare per 24 ore in un luogo caldo e soleggiato. Filtrate e aggiungete 1200 grammi di zucchero per ogni litro di succo. Lasciate riposare per altri 3 giorni mescolando spesso per far sciogliere lo zucchero. Imbottigliare e sigillare.

Note: questo sciroppo può essere utilizzato per fare bevande dissetanti diluendolo semplicemente con acqua; a me piace molto con l'acqua frizzante. Si può usare anche il prosecco o il vino bianco secco.
Non ho indicato le dosi perché variano in base alla quantità di fiori che riuscite a trovare, l'importante è la proporzione tra succo e zucchero.
Purtroppo, almeno qui da me, i fiori di sambuco sono finiti, per il prossimo sciroppo dovrò aspettare ormai l'anno prossimo. Non so se da voi ci sono ancora, se riuscite a trovarli potete provare, secondo me è molto buono.

venerdì 2 luglio 2010

Avanzi di galera


Sono ormai un po' di anni che ho letto questo libro (se ben ricordo, l'ho acquistato e letto appena è uscito) e mi fa piacere proporvelo.

titolo: Avanzi di galera - le ricette dei poco di buono
editore: Guido Tommasi Editore
anno: 2005
pagine: 190
prezzo: 13,00 €
note: presentazione di Renato Vallanzasca

Non si tratta di un semplice libro di ricette ma di un racconto, anzi, di numerosi racconti, sulla vita all'interno del carcere milanese di San Vittore.
A questi racconti fanno da fil rouge le varie ricette (ovviamente non tutte vegetariane) nate dall'arte di arrangiarsi e dal dover cucinare con i pochi mezzi a disposizione.
Leggendolo, imparerete (se vorrete) a farvi un forno con una cassetta di legno o un frigorifero con delle bottiglie di plastica (correndo il rischio però di provocare un incendio o un allagamento!) e, grazie al pratico glossario, imparerete anche, ad esempio, cosa sono il bettolino e il sopravvitto.
Uno spaccato della vita carceraria, una serie di racconti tra il dolce e l'amaro che fanno emergere personaggi e situazioni tutti da scoprire.
E poi... tante ricette sono da provare!



martedì 29 giugno 2010

Lunchbox #4


Comincia la serie dei pasti che ho preparato appositamente per il mio bento e ho portato in ufficio per la pausa pranzo.
Diciamo subito che nel bento DEVE esserci il riso e quindi mi sono lasciato guidare dalla tradizione, dalle cose che avevo in casa (poche) e dal tempo che avevo a disposizione per preparare il bento (ancora meno).
Come potete vedere dalla foto, nei due ripiani del mio bento ho messo:
  • nel primo ripiano: riso gladio bollito semplicemente in acqua salata;
  • nel secondo: pomodori lunghi a fette (conditi solo con sale al momento del consumo).
Il contenitore che vedete nella foto con il tappo fatto a macchinina è il portaspezie della serie Tomica che ho acquistato insieme al bento. In questo caso l'ho utilizzato come portasale.
Oltre a questo avevo una banana.
Questo è stato il mio pranzo: semplice (semplicissimo direi!) e leggero.
Presto posterò altre variazioni sul tema (della serie... riso e verdure).

sabato 26 giugno 2010

Tutti pazzi per il bento!



Inauguro una nuova categoria di post: "attrezzi ed accessori".
Cosa metterò in questa categoria? Facile a dirsi, i vari attrezzi ed accessori (ma guarda!) che utilizzo in cucina; soprattutto i nuovi acquisti.






Quale modo migliore di cominciare se non con il mio bento (べんとう oppure 弁当) arrivato fresco fresco dal Giappone?



Sul web impazza la bento-mania e anch'io mi sono fatto contagiare.
In commercio esistono moltissimi tipi di bento, di tutte le forme e dimensioni, alcuni molto kawaii (かわいい oppure 可愛い) ma io ho preferito prenderne uno molto serio (e capiente!). Ha due scomparti, l'elastico per tenerlo unito e il suo sacchetto coordinato per il trasporto. In realtà ne ho in arrivo anche un altro ma quello al momento dell'acquisto non era disponibile a magazzino e quindi dovrò aspettare.
Questo ha già preso servizio e mi ha già accompagnato a Roma e in ufficio, prossimamente verrà al mare e mi accompagnerà nelle scampagnate (se l'estate si decide ad arrivare!).
Cosa ne dite? Vi piace?

Ecco il bento aperto:



E poi, se avete qualche dubbio, ci sono anche le istruzioni!


mercoledì 23 giugno 2010

Zucchine "ripiene" di cavolfiore e capperi


Ingredienti:
  • 4 zucchine tonde
  • 1/2 cavolfiore
  • capperi sotto sale
  • aceto
  • olio evo
Tempo di preparazione: 30 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: pulite le zucchine, affettatele orizzontalmente e grigliatele. Nel frattempo avrete dissalato i capperi; cuocete il cavolfiore in acqua salata con l'aggiunta di aceto, scolatelo e unitelo ai capperi; tritate il cavolfiore con i capperi e condite con olio evo.
Disponete quindi a strati gli zucchini alternandoli con il cavolfiore tritato (come nella foto) e servite.


Note: le dosi sono per quattro persone.
Se vi piace, potete aggiungere nel trito di cavolfiore e capperi anche del timo.

domenica 20 giugno 2010

Frittelle di fiori d'acacia


Ingredienti:
  • fiori d'acacia
  • farina 00
  • acqua
  • sale
  • olio per friggere
Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: prendete i rametti di fiori d'acacia e lavateli accuratamente; fateli asciugare delicatamente e immergeteli in una pastella molto fluida preparata in precedenza con farina, acqua molto fredda e sale q.b.; friggete i fiori impastellati in abbondante olio bollente, quando sono pronti, fateli riposare su carta assorbente per eliminare l'eccesso d'olio e mangiateli ancora caldi.

Note: questa volta per friggere ho utilizzato olio evo; friggo molto di rado e non sempre uso l'olio evo (più spesso utilizzo quello di semi) ma questa volta ho voluto usare proprio questo; il risultato non mi ha lasciato affatto deluso (ma questo già lo sapevo).
I fiori d'acacia li ho colti da un bell'albero vicino a casa mia.
Queste frittelle si possono fare anche con i fiori di sambuco, il procedimento è lo stesso.


venerdì 4 giugno 2010

Sagra del seitan - edizione 2010


Anche quest'anno si terrà la sagra del seitan che si svolgerà domenica prossima, 6 giugno al Circolo Ricreativo di Pozzolatico, via Imprunetana per Pozzolatico, 227 - Impruneta (Firenze).
Per avere maggiori informazioni sul programma della giornata, sugli espositori presenti e... sul menù proposto, visitate il loro sito.
Come ho già detto per l'edizione dell'anno scorso, sarà una bella occasione per poter gustare pietanze vegan e approfondire la conoscenza del seitan e, soprattutto, della cultura vegan.
Come l'anno scorso, io ci andrò (insieme ai cuochi di Veganblog); quest'anno saremo ancora più numerosi alla tavolata allestita appositamente per noi e sarà per me un piacere rivedere gli amici che ho avuto l'occasione di conoscere personalmente l'anno scorso e di conoscerne altri cuochi che condividono con me la passione per la cucina (vegan) e che, finora, ho potuto conoscere solo attraverso il blog.
L'anno scorso ero stato così bene che, nonostante i numerosi impegni di questo periodo, ho fatto di tutto per poter essere presente.


venerdì 21 maggio 2010

Hamburger di fagioli borlotti


Ingredienti:
  • 1/2 kg. fagioli borlotti (secchi)
  • 1/2 carota
  • 1/2 cipolla
  • farina di ceci
  • lievito alimentare in scaglie
  • alga kombu
  • sale
  • pangrattato
  • 1 rametto di rosmarino
  • 2 foglie di alloro
  • alcune foglie di salvia
Tempo di preparazione: 1 ore e 30 minuti (oltre il tempo di ammollo dei fagioli)

Difficoltà: *

Preparazione: mettete a bagno i fagioli per almeno 12 ore in abbondante acqua con un pezzo di alga kombu. Scolate i fagioli dalla loro acqua di ammollo e fateli cuocere in acqua salata con un rametto di rosmarino, 2 foglie di alloro, alcune foglie di salvia e il pezzo di alga kombu che avete utilizzato per l'ammollo (50 minuti in pentola a pressione, molto di più, circa un'ora e mezza, per la cottura tradizionale).
Una volta cotti, scolateli e riservate l'acqua di cottura. Eliminate l'alga, la salvia, il rosmarino e l'alloro e metteteli in una ciotola. A parte avrete fatto cuocere la mezza cipolla e la mezza carota in una padella antiaderente con pochissimo olio (il minimo indispensabile); la cipolla deve appassire e, insieme alla carota, deve stufarsi senza friggere. A questo punto unite ai fagioli la carota, la cipolla, un po' di farina di ceci (per legare), un po' di pangrattato e il lievito alimentare in scaglie secondo il vostro gusto. Frullate tutto aggiustando la densità aggiungendo il liquido di cottura dei fagioli.
In un piatto disponete abbondante pangrattato; preparate gli hamburger prelevando una parte dell'impasto e passandoli nel pangrattato; cuoceteli in una padella antiaderente con un filo d'olio girandoli di tanto in tanto.

Note: le dosi sono per 8/10 hamburger.
Il liquido di cottura dei fagioli che avanza può essere utilizzato per fare una minestrina saporita.
Meno olio utilizzate per la cottura della cipolla e della carota e, soprattutto, per la cottura degli hamburger, più leggeri saranno e quindi più facili da digerire e più dietetici.
Potete consumarli come volete, da soli o accompagnati dal contorno che preferite; io ne ho utilizzato uno per farcire un panino; ho fatto così: panino con i semi di sesamo (vegan) farcito con una foglia di insalata (bio e a km.0, prodotta dal mio amico "contadino" che ha rimesso in produzione terreni abbandonati e si dedica all'agricoltura biologica) e un cetriolino sottaceto a fette il tutto guarnito con salsa ketchup.



Che fantasia! Dopo gli hamburger di fagioli cannellini ecco quelli con i fagioli borlotti. In realtà questi, salvo il fatto che hanno la forma degli hamburger e che hanno come ingrediente principale i fagioli (e di tipo diverso dagli altri), non hanno quasi niente in comune con i primi, sia come ingredienti che come preparazione.
Siccome ne ho preparati molti (circa 9), 4 li ho congelati così da avere la scorta in caso di bisogno.
Questa volta li ho cotti in padella con l'olio, quelli che ho surgelato voglio provare ad utilizzarli con una cottura più dietetica: al forno o alla griglia.
Vi terrò informati circa i miei prossimi esperimenti.

martedì 18 maggio 2010

Spiedini afrodisiaci


Ingredienti:
  • fragole
  • sciroppo d'acero
  • zenzero in polvere
Tempo di preparazione: 10 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: semplicissimo: pulite le fragole, infilzatele negli spiedini e guarnitele con sciroppo d'acero e zenzero in polvere.

Note: le dosi sono libere ma... per due persone. Da gustare insieme alla persona amata. In questo modo capirete perché li ho chiamati "spiedini afrodisiaci".

Novità dall'orto: sono arrivati i piselli! Questi sono i primi e sono arrivati già la scorsa settimana (ma non sono riuscito a postarli prima).


venerdì 7 maggio 2010

Il conto dell'ultima cena


Ho da poco finito di leggere questo libro interessante e, al tempo stesso, divertente (come lo sono i libri di Moni Ovadia).
Questo è di recentissima pubblicazione (2 febbraio 2010) ed ha già avuto critiche favorevoli.
Il sottotitolo del libro: "il cibo, lo spirito e l'umorismo ebraico", ci spiega di cosa tratta questo libro. Troviamo infatti un capitolo dedicato alle ricette e un altro (il più consistente) con molte storielle ebraiche legate all'alimentazione; tra gli altri capitoli del libro quello che mi è interessato di più è quello intitolato: "la vocazione vegetariana dell'ebraismo (versetto dopo versetto)".
Cominciando da Genesi 1,29 l'autore cita e commenta vari passi della Bibbia indicando come l'uomo è stato creato vegetariano e debba tornare a questa situazione di eden riconciliandosi con il creato (e con tutte le creature).

titolo: il conto dell'ultima cena
autore: Moni Ovadia
editore: Einaudi (collana Stile libero extra)
anno: 2010
pagine: 170
prezzo: 16,00 €
note: con Gianni Di Santo



Moni Ovadia, in un'intervista su Famiglia Cristiana (uscita in edicola il 31 gennaio scorso), ha spiegato così il senso del suo nuovo libro: «Oscilliamo tra due estremi: da un lato il cibo inteso come sopravvivenza, dall’altro il delirio edonistico delle grandi cucine raffinate. Ma ciò che dobbiamo recuperare è il valore spirituale del cibo: noi siamo un unicum, anima e corpo, indissolubili. Nutrire l'anima significa nutrire il corpo e viceversa. Gli ebrei ortodossi, ad esempio, dicono sempre una preghiera prima di portare del cibo alla bocca, per sottolineare l'atto spirituale del mangiare. La spiritualità è ciò che accomuna tutti gli uomini, di qualunque fede essi siano».

Per saperne di più: leggete (e ascoltate) anche le interviste pubblicate su questi siti.



martedì 4 maggio 2010

Hamburger di fagioli cannellini


Ingredienti:
  • 1 barattolo di fagioli cannellini (400 gr.)
  • una manciata di olive nere denocciolate
  • pangrattato
  • sale
  • pepe
Tempo di preparazione: 40 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: scolate i fagioli dal loro liquido di governo e schiacciateli con la forchetta, unite le olive precedentemente tritate grossolanamente con la mezzaluna (o in maniera similare), aggiungete pangrattato in modo da avere la giusta consistenza e formate dei piccoli hamburger con le mani. Passateli di nuovo nel pangrattato in modo che non restino appiccicosi all'esterno e disponeteli sulla leccarda rivestita di carta forno.
Mandate in forno preriscaldato a 180° fino a quando non saranno pronti.

Note: le dosi sono per due persone.
Questa ricetta l'ho copiata da Violante di Veganblog e l'ho preparata tempo fa (poco dopo la pubblicazione della ricetta ispiratrice) ma riesco a pubblicarla solo adesso. Di Veganblog vi avevo già parlato in molti altri post (anch'io sono uno degli chef); è un sito che consulto spesso per avere idee su nuove ricette e questa mi aveva colpito; avevo tutti gli ingredienti disponibili e ho deciso di provare anch'io a farla. Ho solo modificato un po' gli ingredienti e li ho fatti cuocere in forno anziché friggerli nella margarina. Ci vuole più tempo per farli cuocere e, forse, vengono meno saporiti ma spero che almeno siano più leggeri.

sabato 1 maggio 2010

Lunchbox #3



Durante i miei viaggi in treno verso Roma mi trovo in treno proprio all'ora di pranzo e, tra l'altro, quando arrivo devo correre e non posso fermarmi a pranzare.
Perciò, ogni volta che vado a Roma mi preparo (o mi faccio preparare) un lunchbox. Ormai è diventata una piacevole tradizione a cui mi dispiace rinunciare.
In realtà, oltre alla necessità e alla comodità di avere il pranzo con me, mi piace anche molto avere con me la mia "schiscetta" e poter mangiare quello che voglio (e quando ne ho voglia).
Questa volta il mio pranzo consisteva in:



L'insalata è quella del mio orto (quindi bio e a km.0) mentre i germogli li ha preparati una mia amica e sono un misto di alfa alfa (erba medica) e rucola. In attesa che io mi decida a prepararmi da solo i germogli...

mercoledì 28 aprile 2010

Muffin


Ingredienti:
  • 300 gr. di farina
  • 150 gr. di latte
  • 60 gr. di zucchero
  • 120 gr. di burro
  • 2 uova
  • 1 bustina di lievito (16 gr.)
  • 1 pizzico di sale
  • marmellata a piacere (per la farcitura)
Tempo di preparazione: 30 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: riscaldate il latte nel boccale (1 min 37° vel.1). Aggiungete il burro, lo zucchero e le uova, frullate (20 sec. vel. 4).
Unite la farina e un pizzico di sale, impastate (1 min. vel.5). Unite il lievito ed amalgamate (10 sec vel. 4). Versate un cucchiaio negli stampini, poi al centro un cucchiaio di marmellata. Ricoprite poi con un altro cucchiaio dell'impasto. Cuocete in forno caldo a 180° per 20 minuti.

Note: con queste dosi vengono circa 10 muffin.
Finalmente mi sono deciso anch'io a fare i muffin, e direi che, come primo esperimento, sono molto soddisfatto del risultato che mi ha convinto esteticamente ma ancora di più alla prova del palato.
La ricetta è copiata pari pari dal libro fornito in dotazione con il Bimby ed è stata realizzata appunto con questo. Come ho già detto in altri post, uso con molta soddisfazione il Bimby.
Per chi non lo avesse, penso che non ci sia alcun problema a fare l'impasto a mano magari seguendo la sequenza che ho indicato per amalgamare i vari ingredienti.
Per la farcitura ho utilizzato una marmellata fatta con delle peschine piccole e molto saporite che provengono da una pianta del mio orto. L'impasto non è molto dolce ma a me piace così; inoltre, la marmellata contribuisce a rendere più dolce il muffin.

sabato 24 aprile 2010

Torta di riso e spinaci


Ingredienti:
  • 2 etti di riso
  • 2 etti di spinaci (surgelati)
  • 1/2 cipolla
  • 1 rotolo di pasta sfoglia (vegana)
  • pomodori secchi q.b.
  • peperoncino
  • olio evo
  • sale
Tempo di preparazione: 1 ora

Difficoltà: *

Preparazione: fate bollire il riso in acqua salata (io, come al solito, ho utilizzato la pentola a pressione ed ho impiegato 5 minuti).
Fate scaldare l'olio in una padella antiaderente e aggiungete la cipolla pulita e tagliata molto sottile, appena comincia ad appassire aggiungete gli spinaci; aggiustate di sale e aggiungete il peperoncino. Fate andare gli spinaci fino a quando non saranno pronti.
In una teglia stendete la pasta sfoglia; in una ciotola, unite il riso con gli spinaci e i pomodori secchi tagliati a pezzettini, amalgamate bene e versate tutto nella pasta sfoglia, ripiegate i bordi e mandate in forno mezz'ora (e comunque fino a cottura ultimata) a 180°.

Nella foto qui sotto, si vede la torta in forno con la cottura in fase di ultimazione.


Note: le dosi sono per una torta di 22 cm. di diametro.
Io non utilizzo quasi mai gli spinaci freschi, ce ne vogliono quantità enormi (perché dopo cotti vanno a niente) e ci vuole moltissimo tempo a pulirli; ovviamente sarebbe molto meglio utilizzare quelli freschi, magari (come dico sempre) biologici, di produzione propria o al massimo di produzione locale (cd a km. 0) ma non sempre è possibile.

100.000!


Chi l'avrebbe mai detto? Oggi il mio blog raggiunge le 100.000 pagine viste!
Lo so che alcuni blog li raggiungono in molto meno di una settimana (e alcuni siti in pochissime ore) però, nel mio piccolo sono molto soddisfatto.
Cercando un immagine da associare a questo post ho deciso di mettere il famosissimo quadro "Canestra di frutta" dipinto da Caravaggio. I motivi sono molti: 1) Caravaggio è uno dei miei pittori preferiti e questo quadro mi piace in particolar modo; 2) il soggetto mi sembra adatto ad un blog di cucina vegetariana; 3) era raffigurato sul retro delle vecchie 100.000 lire (ve le ricordate?).

giovedì 22 aprile 2010

La dieta skinny bitch


Avevo detto in precedenza che avrei voluto ampliare le categorie dei post; eccone dunque una nuova: quella dedicata ai libri.
Inizio con un libro particolare, un libro che hanno acquistato tante persone che intendevano mettersi a dieta; in realtà questo libro è qualcosa di più. Intanto, se non lo conoscete e volete acquistarlo, ecco tutti i riferimenti utili.

titolo: La dieta skinny bitch
autrici: Rory Freedman e Kim Barnouin
editore: TEA (collana TEA pratica)
anno: 2008
pagine: 193
prezzo: 12,00 €
note: edizione italiana a cura di Luciana Baroni, traduzione di Dario Leccacorvi

Io l'ho conosciuto tramite Eleonora (di Veganblog) e mi ha subito incuriosito. Non l'ho acquistato per mettermi a dieta ma per il messaggio che, in modo diretto e senza mezzi termini, le autrici cercano di trasmettere al lettore. Infatti, come dicono nell'introduzione, questa non è una dieta, è uno stile di vita.
Questa è la presentazione riportata nel risvolto di copertina:
La dieta skinny bitch non è l'ennesimo libro che promette miracoli dimagranti. È una battaglia contro il grasso e chiama a raccolta tutte le donne che, dieta dopo dieta, tortura dopo tortura, non sono riuscite a togliere neppure un centimetro dal loro girovita. Con argomentazioni shock e veri e propri "pugni nello stomaco", questa guida irriverente, grintosa e provocatoria offre a donne determinate, intelligenti e soprattutto informate, un metodo infallibile per dimagrire e restare in forma per sempre. Parole taglienti, ma che dicono la verità sulle diete e sull'alimentazione in generale; demoliscono senza pietà opinioni consolidate, ma scientificamente errate sul cibo e promuovono un programma nutrizionale e uno stile di vita ecologically correct, nel rispetto dell'ambiente e degli animali. Insomma, per sentirsi purificate dentro, cariche di energia e irresistibilmente belle, questo libro è ciò che ci vuole.
Anche se è (prevalentemente) rivolto alle donne, può ben essere letto anche dagli uomini e difatti anch'io vi ho trovato moltissimi spunti di riflessione e l'ho trovato una lettura piacevole e molto interessante.
Ovviamente, questo libro consiglia una dieta vegetariana, anzi: vegana. A questo proposito sono molto esemplificativi i titoli di alcuni capitoli:
  • la morta, sepolta e decomposta dieta carnivora
  • il disastro caseario
Pur avendo un linguaggio a volte sfacciato, tutte le loro affermazioni sono corroborate da studi scientifici e da dati reali.
Le due autrici (nella foto qui sotto) hanno pubblicato anche altri libri; per maggiori informazioni è possibile visitare il loro sito (in inglese).



lunedì 19 aprile 2010

Julie & Julia


Un altro post dedicato ad un film che ho visto e che mi è piaciuto molto.
Sto parlando di: Julie & Julia.
La vicenda gira intorno a una donna di 30 anni, Julie Powell (Amy Adams), residente nel Queens che ha un monotono impiego come segretaria. Ha bisogno di qualcosa che spezzi la monotonia della sua esistenza così decide di prendere la copia di sua madre del libro di cucina scritto da Julia Child nel 1961 Mastering the Art of French Cooking. Dopo averlo letto stabilisce di preparare tutte le 524 ricette nel giro di un anno. La trama segue parallelamente le vite di Julie nel 2002 e di Julia nel 1949. (fonte: Wikipedia)

Titolo originale: Julie & Julia
Paese: USA
Anno: 2009
Durata: 123 minuti
Regia: Nora Ephron
Sceneggiatura: Nora Ephron
Attori: Meryl Streep, Amy Adams, Stanley Tucci, Chris Messina, Linda Emond
Genere: commedia

Ottima l'interpretazione di Meryl Streep nei panni di Julia Child.



Tra le varie scene divertenti* c'è quella dove Amy Adams (nella parte di Julie Powell) nel suo sgangherato cucinino si sente assassina quando getta le aragoste vive nell'acqua bollente (che, tra l'altro, come si vede dalla foto, sono astici e non aragoste). Peccato che questo non accade quando cucina altri animali che qualcun altro ha ucciso per lei.



Anche se non è assolutamente un film per i vegetariani e per chi è a dieta (o anche solo cerca di mangiare in modo sano ed equilibrato), è comunque un film divertente, per gli amanti della cucina e per i food blogger.

Questo il trailer italiano:



*aggiornamento del 12 maggio 2010: grazie alle osservazioni di Rita (che potete legge nei commenti a questo post), ho evidenziato la parola"divertenti" perché, effettivamente, nel film ci sono, secondo me, scene divertenti ma questa in particolare non è una di quelle, proprio per le motivazioni che ho espresso commentandola. Non ho tolto quella parola perché altrimenti sarebbero risultato più difficile capire alcuni commenti.

sabato 17 aprile 2010

Farifrittata al pomodoro


Ingredienti:
  • farina di ceci
  • salsa di pomodoro
  • acqua
  • sale
  • pepe
  • olio evo
Tempo di preparazione: 30 minuti (oltre al tempo di riposo della farina di ceci)

Difficoltà: *

Preparazione: unite la salsa di pomodoro alla farina di ceci, amalgamate bene, aggiungete una bella macinata di pepe, aggiustate di sale e unite un po' d'acqua per rendere il composto più fluido e far idratare bene la farina di ceci. Mescolate bene tutti gli ingredienti e lasciate riposare l'impasto per il tempo necessario affinché la farina si idrati bene e versate il composto in una padella antiaderente unta con un velo di olio girando la farifrittata fino a quando non sarà cotta.

Note: dosi a piacere.
Tra le mille versioni della farifrittata (si può fare pressoché con tutto) ho voluto provare questa, avevo un avanzo di salsa al pomodoro (di quella che produciamo in casa) e l'ho utilizzata così.
Sarebbe meglio farla al forno (come di solito faccio le farifrittate) ma avevo fretta e l'ho cotta in padella.

sabato 10 aprile 2010

Trofie capperi e olive


Ingredienti:
  • 160 gr. di trofie
  • 1 manciata di olive nere denocciolate
  • 1 manciata di capperi sottaceto
  • prezzemolo
  • olio evo
  • sale
  • 1 spicchio d'aglio
Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: cuocete le trofie in abbondante acqua bollente salata. Nel frattempo tritate grossolanamente le olive e i capperi e metteteli a rosolare in una padella dove avrete messo a scaldare poco olio evo con uno spicchio d'aglio (che poi toglierete).
Scolate le trofie e versatele in padella con il condimento; fate amalgamare e unite abbondante prezzemolo tritato.

Note: le dosi sono per due persone.
Un primo piatto sfizioso, veloce da fare e adatto a tutte le stagioni.
La ricetta è tratta (anzi, più che "tratta" copiata quasi pedissequamente) dal sito Vegan3000 che contiene moltissime ricette vegane e informazioni utili.
Da questo sito avevo già copiato un bell'articolo che spiega molto bene chi sono i veg.
Questa pasta è stata una delle portate della mia cena di San Valentino.



Musica d'accompagnamento: Frèdèric Chopin - Notturno Op. 9 n.2 in Mi bemolle maggiore (è uno dei più popolari tra i 21 notturni da lui composti). Questo fu scritto tra il 1830 e il 1831 e dedicato a Madame Camille Pleyel. Qui eseguito da Maurizio Pollini (Milano, 5 gennaio 1942), pianista e direttore d'orchestra italiano, fra i più apprezzati a livello internazionale.



Un'ultima riflessione. Anche quest'anno la primavera è arrivata. Anche se è stato un inverno freddo, piovoso (e nevoso) che ha fatto moltissimi danni (dalle mie parti ma non solo), il miracolo della fioritura degli alberi si sta ripetendo. Io, ogni volta, resto affascinato dalla natura che si risveglia e si veste a festa.
Eccovi una foto del pesco del mio giardino.
Come era nato questo pesco lo avevo raccontato, un po' di tempo fa, in un post.


mercoledì 7 aprile 2010

Cambia Menù


Con questo post avvio una nuova categoria: i siti internet. L'intenzione è quella di segnalare siti interessanti che trattino (come già ho detto riguardo ai film), di cucina, di vegetarianesimo e di altri argomenti che ritengo interessanti e/o collegati a questi.
Comincio con il sito Cambia menu della LAV dove è possibile trovare informazioni sul vegetarianesimo, trovare ricette vegetariane e avere maggiori informazioni sugli effetti della carne sull'ambiente, sulla nostra salute e sugli animali stessi.
Il sito è molto gradevole, con informazioni semplici e chiare e simpatiche animazioni.
Dal sito è possibile scaricare anche un pratico "starter kit" per diventare vegetariani e alcuni poster come quello che ho messo in questo post.

domenica 4 aprile 2010

Buona Pasqua


In attesa di nuove ricette e nuovi post, voglio augurare a tutti:

Buona Pasqua!

E mi raccomando: l'agnello mangiatelo solo di marzapane (o di cioccolata, ecc.) comunque VEG!

P.S. se ne avete voglia, potete raccontarmi quale è stato il vostro menù di Pasqua.

venerdì 2 aprile 2010

Digiuno


Vi starete chiedendo: cosa ci fa, in un blog di cucina, un post sul digiuno?
Non dovrebbero esserci solo ricette?
Che su questo blog non ci sono solo ricette è già un po' che l'ho detto e ho detto anche che avrei affrontato anche temi nuovi, collegati o no a quello della cucina.
Per di più, il digiuno mi sembra strettamente collegato al tema della cucina.
Ma veniamo al punto.
Del digiuno se ne può parlare in moltissimi modi, evidenziando i vari aspetti e i motivi che ne stanno alla base.
Si può digiunare per motivi di salute e addirittura, secondo alcuni, è di aiuto per la cura del cancro.
Si può anche digiunare per protesta o per motivi politici, a tutti verranno in mente esempi di "scioperi della fame" più o meno prolungati.
Ma l'aspetto che mi interessa approfondire maggiormente è quello collegato al digiuno come forma di spiritualità.
Del resto, anche l'immagine che ho messo in questo post lo testimonia.
Ho scelto questa immagine anche perché sono molto affascinato dalla Sindone, dal mistero che la avvolge e dal messaggio che ci consegna; ma non è di questo che voglio parlare. Per chi volesse approfondire anche questo tema può visitare il sito ufficiale della Sindone da dove è anche possibile prenotare il biglietto (gratuito) per andarla a vedere a Torino nel corso dell'ostensione dal 10 aprile al 23 maggio prossimi.
Ma torniamo a parlare del digiuno.
Il digiuno è previsto in tutte e tre le religioni monoteistiche; in quella ebraica nel giorno dello Yom Kippur, mentre in quella mussulmana durante il ramadam. Nella Chiesa cattolica sono previsti due giorni di digiuno: il mercoledì delle ceneri e il venerdì santo (la Chiesa ortodossa prevede invece molti giorni di digiuno); dato che oggi è proprio il venerdì santo, giorno di digiuno, ho deciso di parlarne.
Cercando materiale per parlare di questo argomento ho trovato moltissime indicazioni utili; tra queste mi ha colpito molto il messaggio di Benedetto XVI per la quaresima 2009; trovo che descriva molto bene il vero senso del digiuno cristiano.
Lo riporto quasi integralmente con la speranza che da questo scritto possiate trovare adeguati spunti di riflessione.

All'inizio della Quaresima, che costituisce un cammino di più intenso allenamento spirituale, la Liturgia ci ripropone tre pratiche penitenziali molto care alla tradizione biblica e cristiana - la preghiera, l'elemosina, il digiuno - per disporci a celebrare meglio la Pasqua e a fare così esperienza della potenza di Dio che, come ascolteremo nella Veglia pasquale, "sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti. Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace" (Preconio pasquale). Nel consueto mio Messaggio quaresimale, vorrei soffermarmi quest'anno a riflettere in particolare sul valore e sul senso del digiuno. La Quaresima infatti richiama alla mente i quaranta giorni di digiuno vissuti dal Signore nel deserto prima di intraprendere la sua missione pubblica. Leggiamo nel Vangelo: "Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame" (Mt 4,1-2). Come Mosè prima di ricevere le Tavole della Legge (cfr Es 34,28), come Elia prima di incontrare il Signore sul monte Oreb (cfr 1 Re 19,8), così Gesù pregando e digiunando si preparò alla sua missione, il cui inizio fu un duro scontro con il tentatore.

Possiamo domandarci quale valore e quale senso abbia per noi cristiani il privarci di un qualcosa che sarebbe in se stesso buono e utile per il nostro sostentamento. Le Sacre Scritture e tutta la tradizione cristiana insegnano che il digiuno è di grande aiuto per evitare il peccato e tutto ciò che ad esso induce. Per questo nella storia della salvezza ricorre più volte l'invito a digiunare. Già nelle prime pagine della Sacra Scrittura il Signore comanda all'uomo di astenersi dal consumare il frutto proibito: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire" (Gn 2,16-17). Commentando l'ingiunzione divina, san Basilio osserva che "il digiuno è stato ordinato in Paradiso", e "il primo comando in tal senso è stato dato ad Adamo". Egli pertanto conclude: "Il 'non devi mangiare' è, dunque, la legge del digiuno e dell'astinenza" (cfr Sermo de jejunio: PG 31, 163, 98). Poiché tutti siamo appesantiti dal peccato e dalle sue conseguenze, il digiuno ci viene offerto come un mezzo per riannodare l'amicizia con il Signore. Così fece Esdra prima del viaggio di ritorno dall'esilio alla Terra Promessa, invitando il popolo riunito a digiunare "per umiliarci - disse - davanti al nostro Dio" (8,21). L'Onnipotente ascoltò la loro preghiera e assicurò il suo favore e la sua protezione. Altrettanto fecero gli abitanti di Ninive che, sensibili all'appello di Giona al pentimento, proclamarono, quale testimonianza della loro sincerità, un digiuno dicendo: "Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!" (3,9). Anche allora Dio vide le loro opere e li risparmiò.

Nel Nuovo Testamento, Gesù pone in luce la ragione profonda del digiuno, stigmatizzando l'atteggiamento dei farisei, i quali osservavano con scrupolo le prescrizioni imposte dalla legge, ma il loro cuore era lontano da Dio. Il vero digiuno, ripete anche altrove il divino Maestro, è piuttosto compiere la volontà del Padre celeste, il quale "vede nel segreto, e ti ricompenserà" (Mt 6,18). Egli stesso ne dà l'esempio rispondendo a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto, che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt 4,4). Il vero digiuno è dunque finalizzato a mangiare il "vero cibo", che è fare la volontà del Padre (cfr Gv 4,34). Se pertanto Adamo disobbedì al comando del Signore "di non mangiare del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male", con il digiuno il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia.

Troviamo la pratica del digiuno molto presente nella prima comunità cristiana (cfr At 13,3; 14,22; 27,21; 2 Cor 6,5). Anche i Padri della Chiesa parlano della forza del digiuno, capace di tenere a freno il peccato, reprimere le bramosie del "vecchio Adamo", ed aprire nel cuore del credente la strada a Dio. Il digiuno è inoltre una pratica ricorrente e raccomandata dai santi di ogni epoca. Scrive san Pietro Crisologo: "Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno, perciò chi prega digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essere esaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso di sé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica" (Sermo 43: PL 52, 320. 332).

Ai nostri giorni, la pratica del digiuno pare aver perso un po' della sua valenza spirituale e aver acquistato piuttosto, in una cultura segnata dalla ricerca del benessere materiale, il valore di una misura terapeutica per la cura del proprio corpo. Digiunare giova certamente al benessere fisico, ma per i credenti è in primo luogo una "terapia" per curare tutto ciò che impedisce loro di conformare se stessi alla volontà di Dio. Nella Costituzione apostolica Pænitemini del 1966, il Servo di Dio Paolo VI ravvisava la necessità di collocare il digiuno nel contesto della chiamata di ogni cristiano a "non più vivere per se stesso, ma per colui che lo amò e diede se stesso per lui, e ... anche a vivere per i fratelli" (cfr Cap. I). La Quaresima potrebbe essere un'occasione opportuna per riprendere le norme contenute nella citata Costituzione apostolica, valorizzando il significato autentico e perenne di quest'antica pratica penitenziale, che può aiutarci a mortificare il nostro egoismo e ad aprire il cuore all'amore di Dio e del prossimo, primo e sommo comandamento della nuova Legge e compendio di tutto il Vangelo (cfr Mt 22,34-40).

La fedele pratica del digiuno contribuisce inoltre a conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore. Sant'Agostino, che ben conosceva le proprie inclinazioni negative e le definiva "nodo tortuoso e aggrovigliato" (Confessioni, II, 10.18), nel suo trattato L'utilità del digiuno, scriveva: "Mi dò certo un supplizio, ma perché Egli mi perdoni; da me stesso mi castigo perché Egli mi aiuti, per piacere ai suoi occhi, per arrivare al diletto della sua dolcezza" (Sermo 400, 3, 3: PL 40, 708). Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza. Con il digiuno e la preghiera permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio.

Al tempo stesso, il digiuno ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli. Nella sua Prima Lettera san Giovanni ammonisce: "Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come rimane in lui l'amore di Dio?" (3,17). Digiunare volontariamente ci aiuta a coltivare lo stile del Buon Samaritano, che si china e va in soccorso del fratello sofferente (cfr Enc. Deus caritas est, 15). Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri, mostriamo concretamente che il prossimo in difficoltà non ci è estraneo. Proprio per mantenere vivo questo atteggiamento di accoglienza e di attenzione verso i fratelli, incoraggio le parrocchie ed ogni altra comunità ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina. Questo è stato, sin dall'inizio, lo stile della comunità cristiana, nella quale venivano fatte speciali collette (cfr 2 Cor 8-9; Rm 15, 25-27), e i fedeli erano invitati a dare ai poveri quanto, grazie al digiuno, era stato messo da parte (cfr Didascalia Ap., V, 20,18). Anche oggi tale pratica va riscoperta ed incoraggiata, soprattutto durante il tempo liturgico quaresimale.

Da quanto ho detto emerge con grande chiarezza che il digiuno rappresenta una pratica ascetica importante, un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi. Privarsi volontariamente del piacere del cibo e di altri beni materiali, aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana. Opportunamente esorta un antico inno liturgico quaresimale: "Utamur ergo parcius, / verbis, cibis et potibus, / somno, iocis et arctius / perstemus in custodia - Usiamo in modo più sobrio parole, cibi, bevande, sonno e giochi, e rimaniamo con maggior attenzione vigilanti".

Cari fratelli e sorelle, a ben vedere il digiuno ha come sua ultima finalità di aiutare ciascuno di noi, come scriveva il Servo di Dio Papa Giovanni Paolo II, a fare di sé dono totale a Dio (cfr Enc. Veritatis splendor, 21).


Per chi lo desidera, riporto anche il link al messaggio completo pubblicato sul sito del Vaticano dove sono possibili ulteriori approfondimenti grazie ai link presenti nel testo.

Naturalmente, se siete riusciti a leggere fino in fondo, mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni.

lunedì 8 marzo 2010

Giornata della donna e premio


Date alle donne occasioni adeguate ed esse possono fare tutto.
O. Wilde

In questo periodo sono abbastanza latitante dal web e dal blog, le fotografie dei (pochi) piatti che preparo mi si accumulano sul computer e non trovo mai il momento per pubblicare nuove ricette; ogni tanto, però, cerco di rifarmi vivo; come questa volta. In questo caso, l'occasione per pubblicare un altro post me la da l'amica Giulia che mi ha assegnato un premio.
Lo accetto molto volentieri e, vista la giornata, lo dedico a tutte le donne, in particolare a tutte le blogger, a quelle che mi seguono e anche a quelle che passano a dare una semplice sbirciatina al mio blog.

domenica 28 febbraio 2010

Lunchbox #2


Ecco gli ingredienti di un altro lunchbox.
Questo l'ho consumato in treno mentre andavo a Roma.
L'insalata che vedete nella foto è semplicemente radicchio rosso e finocchio, lavati, tagliati a fettine e conditi con sale, olio e aceto balsamico.
Con questa insalata ho mangiato la torta scema e un'arancia.
Tutto qui.

sabato 27 febbraio 2010

Torta scema


Ingredienti:
  • 100 gr. di riso
  • 50 gr. di farina
  • 1/2 bicchiere d'acqua (oltre a quella necessaria alla cottura del riso)
  • 2 cucchiai di olio evo
  • pane grattato
  • sale
Tempo di preparazione: 1 ora e 30 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: fate cuocere il riso in abbondante acqua salata. Una volta cotto, lasciatelo intiepidire nella sua acqua. Nel frattempo preparate una pastella con la farina, l'acqua, l'olio di oliva e un pizzico di sale. Ungete una teglia con olio evo, versatevi la pastella e poi il riso. Pareggiate bene sino ad ottenere una superficie liscia. Ricoprite con il pane grattato e mandate in forno preriscaldato per un'ora a 200°.

Note: la ricetta della torta scema è molto antica ed è arrivata ai nostri giorni immutata nella sua composizione di base ma con alcune varianti. In quella qui proposta si utilizza una pastella di acqua, farina e olio che in altre versioni non viene usata. L'appellativo "scema" indica una torta povera, fatta quasi esclusivamente con il riso, con poco sale e con una metodica di lavorazione molto semplice; può quindi essere attribuito sia alla semplicità di preparazione sia (ed è opinione maggioritaria) al fatto che è poco salata. E' un piatto tipico della tradizione sarzanese e se ne può trovare una versione (un po' diversa da quella qui proposta) anche sul sito ufficiale del Comune di Sarzana. E' facile trovarla in quasi tutte le pizzerie tipiche di Sarzana, dove viene preparata ancora oggi nel rispetto della tradizione. Gli anziani ricordano che questa torta era facilmente conservabile per alcuni giorni ed era in grado di apportare le necessarie calorie per chi si dedicava alla vita agricola.
Come diceva Mario Soldati in "Vapor di Val di Magra" (scritto durante il suo viaggio attraverso la Liguria nel 1959) la cottura ideale è nel forno a legna, "...con brace ardente, ma quando la legna è già bruciata".

mercoledì 10 febbraio 2010

Chocolate pistachio fudge



Chocolate pistachio fudge

ovvero: il "fudge" al cioccolato e pistacchio di Nigella Lawson.

Ingredienti:
  • 350 gr. di cioccolato fondente (almeno al 70% di cacao)
  • 397 gr. di latte condensato
  • 150 gr. di pistacchi senza sale sgusciati
  • 30 gr. di burro
  • 1 pizzico di sale
Tempo di preparazione: 30 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: tritate grossolanamente il cioccolato e mettetelo in una casseruola dal fondo spesso o, anche meglio, a bagnomaria sul fuoco insieme al latte condensato, al burro e al pizzico di sale fino a che non si sarà completamente sciolto ed amalgamato con gli altri ingredienti.
Rompete grossolanamente i pistacchi; per fare questa operazione potete metterli in un sacchetto da freezer e pestarli con un mattarello.
Aggiungete i pistacchi agli altri ingredienti e amalgamate il tutto.
Versate il composto in un vassoio di dirca 23 cm. di lato, lisciando la superficie con un coltello bagnato o una spatola in silicone.
Lasciate raffreddare in frigorifero e tagliatelo in piccoli pezzi di circa 3 x 2,25 centimetri.

Note: per il latte condensato ho indicato 397 grammi perché così è scritto nella ricetta originale ed anche perché è l'esatto contenuto della confezione che ho utilizzato per fare questo dolce.
Non ho trovato una traduzione per "fudge" che mi piacesse e perciò ho utilizzato il nome originale.
Il fudge è un dolce tipico nel Regno Unito e negli U.S.A. Si pensa sia un'invenzione americana, le prime notizie certe le si hanno dall'anno 1886. Infatti, la prima testimonianza si trova in una lettera scritta da Emelyn Battersby Hartridge, una studentessa del Vassar College di Poughkeepsie, vicino NewYork. Vi si legge che sua cugina preparava questo dolce a Baltimora già nel 1886 e lo vendeva per 40 centesimi la libbra. Quando poi Miss Hartridge venne in possesso della ricetta, nel 1888, ne preparò 30 libbre per il giorno della sua laurea. Piacque così tanto tra le studentesse che ben presto la ricetta divenne popolare in tutto lo stato di New York.
Nella ricetta originale veniva preparato facendo bollire lo zucchero nel latte, in questa, proposta da Nigella Lawson e provata da me, si utilizza direttamente il latte condensato.
Il fudge può essere conservato nel congelatore e può essere mangiato subito senza necessità di scongelarlo.

Potete vedere la preparazione di questo dolce eseguita direttamente da Nigella Lawson in questo video. Il video è natalizio ma questo ottimo dolce può essere preparato in ogni periodo dell'anno; comunque, siccome è una bomba calorica, conviene prepararlo durante i mesi invernali.


venerdì 5 febbraio 2010

Il pianeta verde


Come avevo preannunciato nel post dedicato al compleanno del blog, ecco un'altra categoria di post: quella dedicata ai film.
In questa categoria cercherò di preferire film che hanno una qualche attinenza con la cucina o il vegetarianesimo ma... non si sa mai!

Cominciamo dunque con questo film: il pianeta verde.



Titolo originale: La Belle Verte
Paese: Francia
Anno: 1996
Durata: 99 minuti
Regia: Coline Serreau
Sceneggiatura: Coline Serreau
Attori: Coline Serreau, Vincent Lindon, James Thiérrée, Samuel Tasinaje, Marion Cotillard, Paul Crauchet, Didier Flamand, Claire Keim, Yolande Moreau
Genere: commedia

Sul Pianeta verde vivono esseri umani evoluti che hanno abbandonato l'era industriale, le gerarchie e il denaro e vivono a stretto contatto con la natura. Gli abitanti di questo pianeta sono vegetariani e crudisti.
Una volta l'anno gli abitanti fanno il giro degli altri pianeti ma nessuno vuole recarsi sulla Terra considerata troppo arretrata. Finalmente si offre Mila (Coline Serreau), donna matura vedova con due figli, che sospetta di essere frutto della unione del padre con una terrestre. Mila arriva nel traffico di Parigi all'ora di punta e...
secondo me è un film particolare, leggero e divertente. Presenta sicuramente alcune incongruenze ma mi ha fatto piacere vederlo.

Su Google videos è possibile vedere la versione integrale del film.

giovedì 28 gennaio 2010

Biscottini vegani di pasta frolla


Ingredienti:
  • 200 gr. di farina
  • 100 gr. di margarina
  • 100 gr. di zucchero
  • latte di soia q.b.
  • 1 pizzico di sale
Tempo di preparazione: 1 ora

Difficoltà: *


Preparazione: fate ammorbidire la margarina e impastatela con la farina e lo zucchero, unite un pizzico di sale e impastate velocemente aggiungendo il latte di soia necessario per rendere omogeneo l'impasto.
Lasciate riposare l'impasto in frigorifero per una mezzora avvolto nella pellicola trasparente, stendete la sfoglia abbastanza sottile, tagliate i biscotti con le formine, posizionateli nella leccarda rivestita con carta forno e infornate in forno preriscaldato a 180° fino a cottura, saranno sufficienti 10-15 minuti a seconda dello spessore dei biscotti.

Note: Esistono infinite versioni per fare la pasta frolla (anche vegana), io, in questo caso ho voluto utilizzarne una che mi sembra molto semplice. In quasi tutte le ricette che ho trovato è previsto anche l'utilizzo della scorza di limone grattugiata da aggiungere all'impasto; non l'ho messa perché non l'avevo ma vi assicuro che sono venuti buoni lo stesso.
Ovviamente, voi potete aggiungerla.
Si conservano anche parecchi giorni, a temperatura ambiente, conservati in una scatola di latta; il problema della conservazione è riuscire a tenerli e non mangiarli tutti subito!