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giovedì 18 ottobre 2012

Il vegetarianismo


Con il titolo "il vegetarianismo - una scelta etica, di salute e di gusto"  viene pubblicato dalla Fondazione Umberto Veronesi il quaderno n.19 della collana quaderni "libertà di sapere libertà di scegliere" scaricabile (dopo essersi registrati) dall'area multimedia.

venerdì 15 aprile 2011

Il peso della farfalla


Questa è la storia di un camoscio, magnifico animale di montagna, che rimasto orfano, impara tutto da solo, senza appartenere a un branco. E’ forte, unico, bellissimo. Sfida tutti senza timore e diventa il “re dei camosci“. Ma questa è anche la storia del cacciatore che lo ucciderà. Il vecchio cacciatore che vive da solo nella casa del bosco e racconta poco della sua caccia, perché non ha storie da raccontare. Nemmeno una che possa conquistare una donna. Con sua sorpresa una giornalista si mette in testa di seguirlo, su in montagna. Non accetta subito la cosa. Perché lui non è abituato a frequentare le donne e chi non le frequenta, scrive Erri De Luca, ha “dimenticato che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere come una donna“. Il cacciatore è spaesato e ha timore. E poi da anni, tra lui e il camoscio, c’è un silenzioso scontro. Uno scontro che conoscerà fine nel mese di novembre...

Libro breve, scritto benissimo, con un ritmo deciso, ma con una musica lenta, paziente. Erri de Luca racconta questa storia in maniera molto lieve, lieve come la neve che fa cadere in montagna e come il battito d’ali di quella farfalla bianca. Con abilità e rispetto entra in queste due solitudini, raccontandoci prima di un duello lungo anni e poi di una pietà finale, di un abbraccio forte e eterno che vede queste due solitudini legate nella morte, come lo erano anche nella vita. Leggera e presente emozione.

titolo:Il peso della farfalla
autore: Erri De Luca
editore: Feltrinelli
anno: 2009
pagine: 70
prezzo: 7,50 €
note: collana: i narratori

Un altro libro che non parla di cucina e soprattutto non parla di ricette. Ho comunque voluto dedicargli un post perché mi è piaciuto moltissimo e l'ho letteralmente "divorato". E' un libro corto (sono solo 70 pagine) ed avvincente e si legge tutto d'un fiato.
I racconti raccolti nel libro sono due: i"l peso della farfalla", che da il titolo al libro e che è il più lungo e "visita ad un albero" di pochissime pagine.
Non è il primo libro che leggo di Erri De Luca e mi piace molto il suo modo di scrivere e di raccontare.
Come detto nella recensione che ho riportato all'inizio è la storia di una camoscio e di una cacciatore e una (brutta) storia di caccia (le storie di caccia non sono mai né belle né eroiche) ma raccontata con una poesia che coinvolge.

Tra le tanti frasi del libro che mi sono piaciute vi riporto questa:

Si prendono lezioni dalle bestie. Non servono a riparare niente, solo a smettere. Non era pentito, non poteva risarcire il torto, poteva rinunciare. I debiti si pagano alla fine, una volta per tutte.



lunedì 24 gennaio 2011

Se niente importa


Jonathan Safran Foer, da piccolo, trascorreva il sabato e la domenica con sua nonna. Quando arrivava, lei lo sollevava per aria stringendolo in un forte abbraccio, e lo stesso faceva quando andava via. Ma non era solo affetto, il suo: dietro c’era la preoccupazione costante di sapere che il nipote avesse mangiato a sufficienza. La preoccupazione di chi è quasi morto di fame durante la guerra, ma è stato capace di rifiutare della carne di maiale che l’avrebbe tenuto in vita, perché non era cibo kosher, perché «se niente importa, non c’è niente da salvare». Il cibo per lei non è solo cibo, è «terrore, dignità, gratitudine, vendetta, gioia, umiliazione, religione, storia e, ovviamente, amore».
Una volta diventato padre, Foer ripensa a questo insegnamento e inizia a interrogarsi su cosa sia la carne, perché nutrire suo figlio non è come nutrire se stesso, è più importante. Questo libro è il frutto di un’indagine durata quasi tre anni che l’ha portato negli allevamenti intensivi, visitati anche nel cuore della notte, che l’ha spinto a raccontare le violenze sugli animali e i venefici trattamenti a base di farmaci che devono subire, a descrivere come vengono uccisi per diventare il nostro cibo quotidiano.

titolo: Se niente importa - Perché mangiamo gli animali?
autore: Jonathan Safran Foer,
editore: Guanda
anno: 2010
pagine: 368
prezzo: 18,00 €
note: Traduzione di Irene Abigail Piccinini

Questo libro è uscito ormai da un anno e ne ho già sentito parlare molto, ho così deciso di acquistarlo e sono rimasto molto soddisfatto. Si legge molto bene, si apprezza la scrittura scorrevole e gradevole dell'autore che fornisce dati molto precisi (le note in fondo al libro sono tante, precise, indicano una vasta bibliografia e molte fonti). Con un linguaggio diretto e a volte paradossale (fa riflettere il paragrafo in difesa della cinofagia; o, quantomeno, dovrebbe far riflettere coloro che mangiano animali) affronta vari argomenti (perché mangiamo animali, gli allevamenti intensivi, la pesca industriale) senza gli eccessi estremistici che a volte si notano tra gli attivisti più infervorati ma senza fare sconti alla ipocrisia di chi non vuole conoscere o fa finta di non conoscere la realtà.
Nel video, un servizio sull'autore e sul libro con una parte di intervista.

venerdì 2 luglio 2010

Avanzi di galera


Sono ormai un po' di anni che ho letto questo libro (se ben ricordo, l'ho acquistato e letto appena è uscito) e mi fa piacere proporvelo.

titolo: Avanzi di galera - le ricette dei poco di buono
editore: Guido Tommasi Editore
anno: 2005
pagine: 190
prezzo: 13,00 €
note: presentazione di Renato Vallanzasca

Non si tratta di un semplice libro di ricette ma di un racconto, anzi, di numerosi racconti, sulla vita all'interno del carcere milanese di San Vittore.
A questi racconti fanno da fil rouge le varie ricette (ovviamente non tutte vegetariane) nate dall'arte di arrangiarsi e dal dover cucinare con i pochi mezzi a disposizione.
Leggendolo, imparerete (se vorrete) a farvi un forno con una cassetta di legno o un frigorifero con delle bottiglie di plastica (correndo il rischio però di provocare un incendio o un allagamento!) e, grazie al pratico glossario, imparerete anche, ad esempio, cosa sono il bettolino e il sopravvitto.
Uno spaccato della vita carceraria, una serie di racconti tra il dolce e l'amaro che fanno emergere personaggi e situazioni tutti da scoprire.
E poi... tante ricette sono da provare!



venerdì 7 maggio 2010

Il conto dell'ultima cena


Ho da poco finito di leggere questo libro interessante e, al tempo stesso, divertente (come lo sono i libri di Moni Ovadia).
Questo è di recentissima pubblicazione (2 febbraio 2010) ed ha già avuto critiche favorevoli.
Il sottotitolo del libro: "il cibo, lo spirito e l'umorismo ebraico", ci spiega di cosa tratta questo libro. Troviamo infatti un capitolo dedicato alle ricette e un altro (il più consistente) con molte storielle ebraiche legate all'alimentazione; tra gli altri capitoli del libro quello che mi è interessato di più è quello intitolato: "la vocazione vegetariana dell'ebraismo (versetto dopo versetto)".
Cominciando da Genesi 1,29 l'autore cita e commenta vari passi della Bibbia indicando come l'uomo è stato creato vegetariano e debba tornare a questa situazione di eden riconciliandosi con il creato (e con tutte le creature).

titolo: il conto dell'ultima cena
autore: Moni Ovadia
editore: Einaudi (collana Stile libero extra)
anno: 2010
pagine: 170
prezzo: 16,00 €
note: con Gianni Di Santo



Moni Ovadia, in un'intervista su Famiglia Cristiana (uscita in edicola il 31 gennaio scorso), ha spiegato così il senso del suo nuovo libro: «Oscilliamo tra due estremi: da un lato il cibo inteso come sopravvivenza, dall’altro il delirio edonistico delle grandi cucine raffinate. Ma ciò che dobbiamo recuperare è il valore spirituale del cibo: noi siamo un unicum, anima e corpo, indissolubili. Nutrire l'anima significa nutrire il corpo e viceversa. Gli ebrei ortodossi, ad esempio, dicono sempre una preghiera prima di portare del cibo alla bocca, per sottolineare l'atto spirituale del mangiare. La spiritualità è ciò che accomuna tutti gli uomini, di qualunque fede essi siano».

Per saperne di più: leggete (e ascoltate) anche le interviste pubblicate su questi siti.



giovedì 22 aprile 2010

La dieta skinny bitch


Avevo detto in precedenza che avrei voluto ampliare le categorie dei post; eccone dunque una nuova: quella dedicata ai libri.
Inizio con un libro particolare, un libro che hanno acquistato tante persone che intendevano mettersi a dieta; in realtà questo libro è qualcosa di più. Intanto, se non lo conoscete e volete acquistarlo, ecco tutti i riferimenti utili.

titolo: La dieta skinny bitch
autrici: Rory Freedman e Kim Barnouin
editore: TEA (collana TEA pratica)
anno: 2008
pagine: 193
prezzo: 12,00 €
note: edizione italiana a cura di Luciana Baroni, traduzione di Dario Leccacorvi

Io l'ho conosciuto tramite Eleonora (di Veganblog) e mi ha subito incuriosito. Non l'ho acquistato per mettermi a dieta ma per il messaggio che, in modo diretto e senza mezzi termini, le autrici cercano di trasmettere al lettore. Infatti, come dicono nell'introduzione, questa non è una dieta, è uno stile di vita.
Questa è la presentazione riportata nel risvolto di copertina:
La dieta skinny bitch non è l'ennesimo libro che promette miracoli dimagranti. È una battaglia contro il grasso e chiama a raccolta tutte le donne che, dieta dopo dieta, tortura dopo tortura, non sono riuscite a togliere neppure un centimetro dal loro girovita. Con argomentazioni shock e veri e propri "pugni nello stomaco", questa guida irriverente, grintosa e provocatoria offre a donne determinate, intelligenti e soprattutto informate, un metodo infallibile per dimagrire e restare in forma per sempre. Parole taglienti, ma che dicono la verità sulle diete e sull'alimentazione in generale; demoliscono senza pietà opinioni consolidate, ma scientificamente errate sul cibo e promuovono un programma nutrizionale e uno stile di vita ecologically correct, nel rispetto dell'ambiente e degli animali. Insomma, per sentirsi purificate dentro, cariche di energia e irresistibilmente belle, questo libro è ciò che ci vuole.
Anche se è (prevalentemente) rivolto alle donne, può ben essere letto anche dagli uomini e difatti anch'io vi ho trovato moltissimi spunti di riflessione e l'ho trovato una lettura piacevole e molto interessante.
Ovviamente, questo libro consiglia una dieta vegetariana, anzi: vegana. A questo proposito sono molto esemplificativi i titoli di alcuni capitoli:
  • la morta, sepolta e decomposta dieta carnivora
  • il disastro caseario
Pur avendo un linguaggio a volte sfacciato, tutte le loro affermazioni sono corroborate da studi scientifici e da dati reali.
Le due autrici (nella foto qui sotto) hanno pubblicato anche altri libri; per maggiori informazioni è possibile visitare il loro sito (in inglese).