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domenica 20 giugno 2010

Frittelle di fiori d'acacia


Ingredienti:
  • fiori d'acacia
  • farina 00
  • acqua
  • sale
  • olio per friggere
Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: prendete i rametti di fiori d'acacia e lavateli accuratamente; fateli asciugare delicatamente e immergeteli in una pastella molto fluida preparata in precedenza con farina, acqua molto fredda e sale q.b.; friggete i fiori impastellati in abbondante olio bollente, quando sono pronti, fateli riposare su carta assorbente per eliminare l'eccesso d'olio e mangiateli ancora caldi.

Note: questa volta per friggere ho utilizzato olio evo; friggo molto di rado e non sempre uso l'olio evo (più spesso utilizzo quello di semi) ma questa volta ho voluto usare proprio questo; il risultato non mi ha lasciato affatto deluso (ma questo già lo sapevo).
I fiori d'acacia li ho colti da un bell'albero vicino a casa mia.
Queste frittelle si possono fare anche con i fiori di sambuco, il procedimento è lo stesso.


giovedì 28 gennaio 2010

Biscottini vegani di pasta frolla


Ingredienti:
  • 200 gr. di farina
  • 100 gr. di margarina
  • 100 gr. di zucchero
  • latte di soia q.b.
  • 1 pizzico di sale
Tempo di preparazione: 1 ora

Difficoltà: *


Preparazione: fate ammorbidire la margarina e impastatela con la farina e lo zucchero, unite un pizzico di sale e impastate velocemente aggiungendo il latte di soia necessario per rendere omogeneo l'impasto.
Lasciate riposare l'impasto in frigorifero per una mezzora avvolto nella pellicola trasparente, stendete la sfoglia abbastanza sottile, tagliate i biscotti con le formine, posizionateli nella leccarda rivestita con carta forno e infornate in forno preriscaldato a 180° fino a cottura, saranno sufficienti 10-15 minuti a seconda dello spessore dei biscotti.

Note: Esistono infinite versioni per fare la pasta frolla (anche vegana), io, in questo caso ho voluto utilizzarne una che mi sembra molto semplice. In quasi tutte le ricette che ho trovato è previsto anche l'utilizzo della scorza di limone grattugiata da aggiungere all'impasto; non l'ho messa perché non l'avevo ma vi assicuro che sono venuti buoni lo stesso.
Ovviamente, voi potete aggiungerla.
Si conservano anche parecchi giorni, a temperatura ambiente, conservati in una scatola di latta; il problema della conservazione è riuscire a tenerli e non mangiarli tutti subito!

domenica 22 novembre 2009

Foglie di salvia fritte


Ingredienti:
  • foglie di salvia
  • farina 00 di grano tenero
  • farina di ceci
  • birra
  • olio evo
  • sale
Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: lavate e asciugate le foglie di salvia. Preparate una pastella non troppo liquida utilizzando uguale quantità di farina di grano tenero e di farina di ceci che miscelerete con la birra; aggiustate di sale e amalgamate bene eliminando tutti i grumi, deve risultare una pastella liscia e fluida; lasciate riposare la pastella affinché le farine si idratino (soprattutto quella di ceci). In una padella portate in temperatura l'olio, passate le foglie di salvia nella pastella e friggetele nell'olio bollente.
Una volta cotte, ponete le foglie di salvia su una carta assorbente e servite.

Note: la salvia fritta è una preparazione semplicissima e sfiziosa che può essere utilizzata come antipasto o per accompagnare un aperitivo.
In questo periodo la salvia del mio giardino ha foglie molto grandi che ben si prestano a questa preparazione.

sabato 14 novembre 2009

Cornetti salati



Ingredienti (per la pasta):
  • 200 gr. di farina 00
  • 100 ml. di latte di soia (non aromatizzato)
  • 20 gr. di olio evo
  • 10 gr. di lievito in polvere (meno di una bustina)
  • sale
  • semi di papavero (opzionali)
  • semi di sesamo tostati (opzionali)

Ingredienti (per il ripieno):
  • 1 zucchina
  • 2 patate piccole
  • 1 cipollino
  • 1 spicchio d'aglio
  • peperoncino
  • sale
  • olio evo
Tempo di preparazione: 50 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: Cominciamo con la preparazione del ripieno. Lavate e bollite le patate, quando sono cotte, sbucciatele e tagliatele a dadini; lavate, cimate e tagliate a dadini la zucchina. Pulite il cipollino e affettatelo finemente.
In una padella fate scaldate un po' d'olio evo con uno spicchio d'aglio pelato e tagliato a metà e il peperoncino a pezzetti. A questo punto aggiungete il cipollino, fatelo appassire e unite la zucchina e le patate. aggiustate di sale e ultimate la cottura. Mettete da parte.
Passiamo alla preparazione della pasta.
Mescolate tutti gli ingredienti (esclusi i semi) per formare un impasto sodo e liscio. stendete l'impasto con il mattarello in modo da ottenere una sfoglia tonda. Tagliate la sfoglia a spicchi e guarnite con il ripieno che posizionerete nella parte più larga del triangolo. Arrotolate i triangoli per formare i cornetti e rigirate le punte per dargli la forma classica; fate attenzione che il ripieno non esca dai bordi. Spennellate i cornetti con latte di soia. Guarnitene alcuni con i semi di sesamo tostati e altri con i semi di papavero e mandate in forno preriscaldato a 220° per circa 25 minuti.

Note: con queste dosi ho fatto 12 cornetti.
Sono buoni tiepidi o anche freddi, fate comunque attenzione: appena sfornati sono molto caldi all'interno.
La guarnizione con i semini è facoltativa ma, oltre ad avere un bell'effetto scenografico, ci stano davvero bene.
Possono essere utilizzati come antipasto o per accompagnare un aperitivo. In una cena in piedi possono anche costituire una pietanza.
Ugualmente, possono anche costituire un secondo piatto.
Ho indicato il ripieno che ho utilizzato io in questo caso; la vostra fantasia saprà consigliarvi altri ripieni adatti.
La prossima volta voglio provare a farli utilizzando come ripieno il formaggio vegan di Concita tagliato a dadini.
Se provate a farli, ditemi con cosa li avete farciti.

Ecco i cornetti durante la preparazione, sono in forno a cuocere.


lunedì 2 novembre 2009

I sapori di una volta - castagne bollite


Ingredienti:
  • castagne
  • alloro
  • finocchio selvatico
  • sale
Tempo di preparazione: 1 ora

Difficoltà: *

Preparazione: mettete in una pentola le castagne con una presa di sale, qualche foglia di alloro e un po' di semi di finocchio selvatico.
Portate a bollore e lasciate cuocere per almeno 40 minuti.

Note: se le castagne sono molto grandi andranno cotte anche un'ora.
Queste sono state bollite con la buccia e qui da noi si chiamano "baletti" ("ballotte "nella vicina Toscana), se invece si fanno cuocere sbucciate, abbiamo le "mondine" (da noi, in dialetto, si chiamano "borgoi"). Ogni regione utilizza nomi diversi per le castagne a seconda di come sono cotte (arrostite, bollite, ecc.); alcuni di questi nomi sono simili (come nell'esempio che ho appena fato).
Mi piacerebbe sapere come si chiamano dove vivete voi.
Le castagne che ho utilizzato sono nostrali e mi sono state regalate da un'amica come dicevo nella ricetta delle caldarroste.
L'alloro e il finocchio selvatico vengono dal mio orto.
Questo piatto mi ricorda i sapori di una volta, quando era tradizione preparare le castagne bollite per la sera da mangiare dopo cena e conservarne alcune sbucciate per la colazione o la merenda del mattino dopo.



Alcune considerazioni sulle fotografie e sulla giornata odierna.
Chi mi conosce e chi segue sul blog saprà della mia passione per la fotografia (i risultati, però, li lascio giudicare a voi); anche le fotografie che ho messo in questo post sono state "studiate": l'ambientazione, la luce, gli elementi compositivi.
Non è però solo per fini estetici che ho messo un libro nelle fotografie.
Questo libro, il libro Cuore di Edmondo de Amicis, è un'edizione del 1923 che apparteneva (assieme a molti altri libri) ad un mio zio di multiformi saperi e di cultura eclettica che è venuto a mancare.
Pur avendo vissuto una vita assai travagliata (è stato anche recluso in un campo di concentramento nazista) fino all'ultimo ha voluto ampliare i suoi orizzonti ed imparare cose nuove.
Questa diventa quindi un'occasione per ricordare lui e tutti i nostri cari che sono defunti. Un modo per ricordare l'affetto che ci ha legato e che continua, seppur per vie diverse, a legarci a loro.
Non sono più "da noi" ma sono sempre "con noi".
Mi auguro quindi che il giorno della commemorazione dei defunti sia un giorno per pensare a loro in maniera ancora più intensa e per sentirli ancora più vicini a noi.
In questa giornata, se possiamo, proviamo anche a rivolgere un pensiero, a recitare una preghiera per quei defunti, tanti nel mondo attuale, che non hanno mai avuto una persona che li pensi e tanto meno una preghiera e che anche in vita non hanno mai incontrato una mano e un cuore che abbia cercato di salvarli.

lunedì 26 ottobre 2009

Elogio della castagna - caldarroste


Ingredienti:
  • castagne
Tempo di preparazione: 20 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: praticate un taglio su un lato delle castagne per tutta la loro larghezza, disponetele sulla leccarda e mettetele nella parte alta del forno acceso alla massima temperatura con la funzione grill. Appena sono cotte, toglietele dal forno e servite in tavola.


Note: le castagne devono cuocere velocemente in modo che non si asciughino troppo. Più vicine al grill le mettete meglio vengono.
Cucinate in questo modo sono buone in ogni momento; a fine pasto, come spuntino fuori orario, ecc.
Il metodo tradizionale di cucinarle è quello sul fuoco con l'apposita padella forata. Se anche non si dispone del fuoco di legna si può fare anche sulla fiamma della cucina a gas.
Io ho una vecchia padella da caldarroste realizzata (come si faceva un tempo) praticando dei fori in una padella di ferro; ha tantissimi anni e ci sono affezionato però la uso solo quando faccio le caldarroste nel camino.
In casa uso il metodo che vi ho indicato perché, secondo me, vengono meglio e si sporca di meno.
Queste castagne me le ha regalate un'amica che le ha raccolte dalle nostre parti; è stato un baratto involontario ma graditissimo, le avevo portato i cachi delle mie piante (so che gli piacciono moltissimo) e lei mi ha fatto questo bel regalo!


Ho intitolato questo post: elogio della castagna perché mi piacciono molto le castagne e perché sono un frutto molto versatile che si presta ad essere utilizzato in tanti modi: così arrostite, bollite, crude, secche; con la farina si preparano tante pietanze (il castagnaccio e molte altre); la marmellata di castagne è particolarmente buona per non parlare poi dei marron glacé!
Ancora, è l'ingrediente di innumerevoli dolci (vi dice niente il nome mont blanc?).
Infine, è stato per molto tempo il cibo principale nelle nostre campagne durante i lunghi inverni.
Facile da seccare e da ridurre in farina, si conservavano bene e rappresentavano un cibo energetico ed economico per le popolazioni del nostro entroterra e dell'appennino.