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sabato 7 marzo 2015

Proseguono le giornate fruttariane - giornate 3 e 4


Continuano i giovedì fruttariani, anche gli ultimi 2 giovedì sono riuscito a mangiare solo frutta.
Anche se ho mantenuto alte sia la quantità di frutta mangiata (anche in termini di peso), sia le calorie assunte (anche grazie alla "frutta secca") ho perso peso dopo ogni giornata fruttariana e mi restava sempre qual desiderio di cose cucinate, condite, salate...

mercoledì 25 febbraio 2015

Giornata fruttariana - secondo esperimento


Come scrivevo in questo post, il 12 febbraio scorso ho fatto il mio primo esperimento fruttariano: per un giorno intero ho mangiato solo frutta.
Non ripeto le considerazioni fatte su quanta frutta ho mangiato e su come mi sono sentito, quelle possono essere lette nel post linkato.
In quel post, concludevo dicendo che, siccome mercoledì scorso ho fatto digiuno, non sapevo se al giovedì avrei ripetuto l'esperimento del giovedì precedente.
Com'è andata a finire?

mercoledì 18 febbraio 2015

Un giorno di sola frutta


L'altro giorno, stavo pensando tra me e me e, fra le varie cose, pensavo all'alimentazione e allo stile alimentare.
Insomma, per farla breve, mi sono detto: perché non provare a fare un giorno alla settimana in cui mangio solo frutta?
Una volta arrivato a casa, guardo la posta elettronica e trovo, come ogni domenica, la newsletter di Promiseland; tra gli articoli segnalati ce n'era uno del mio amico Giovanni che aveva proprio il titolo di questo post!
Mi sono detto: perché non provare davvero?

venerdì 15 febbraio 2013

La scelta fruttariana

Molto tempo fa (nel 2009) avevo parlato (anche) dei fruttariani in un post nel quale avevo pubblicato un articolo di Emanuela Barbero con tutte le (principali) distinzioni: vegetariani, vegani, crudisti, fruttariani, ecc.; questa volta voglio proporvi un video che parla proprio della scelta fruttariana.


Sul WEB si trovano moltissimi video che parlano della scelta fruttariana; si trovano anche siti, articoli e moltissimo materiale anche perché, qualunque cosa si cerchi, si troveranno video, siti e articoli che ne parlano (sia in senso positivo che negativo); è quindi molto facile trovare le conferme che cerchiamo (quali che siano).

martedì 6 settembre 2011

Centrifugato mele, carote e limone



Ingredienti:
  • 2 mele (intere) golden
  • 3 carote
  • 1 limone grande (intero) biologico
Tempo di preparazione: 10 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: pelate le carote, lavate le mele ed il limone e fateli a pezzi ed infine centrifugate tutto.

Note: le dosi sono per un bicchiere di succo (poco più abbondante di quello in fotografia). Secondo me, non serve zuccherare. Se riuscite a trovare tutti gli ingredienti biologici, tanto meglio. Io ho usato mele e carote comprate (non biologiche) ed un limone biologico delle 5 terre (che mi è stato regalato insieme ad altri).

martedì 18 maggio 2010

Spiedini afrodisiaci


Ingredienti:
  • fragole
  • sciroppo d'acero
  • zenzero in polvere
Tempo di preparazione: 10 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: semplicissimo: pulite le fragole, infilzatele negli spiedini e guarnitele con sciroppo d'acero e zenzero in polvere.

Note: le dosi sono libere ma... per due persone. Da gustare insieme alla persona amata. In questo modo capirete perché li ho chiamati "spiedini afrodisiaci".

Novità dall'orto: sono arrivati i piselli! Questi sono i primi e sono arrivati già la scorsa settimana (ma non sono riuscito a postarli prima).


giovedì 8 ottobre 2009

Fichi secchi - aggiornamento


Un aggiornamento veloce sui fichi secchi che avevo postato giorni addietro giusto per farvi vedere il risultato finale.
Ormai sono pronti da mangiare, tra qualche giorno avranno ancora più zucchero cristallizzato in superficie e saranno ancora migliori.
Bisogna saper aspettare...

martedì 22 settembre 2009

Fichi secchi


Ingredienti:
  • fichi
Tempo di preparazione: alcuni giorni



Difficoltà: *

Preparazione: cogliete i fichi e metteteli stesi su graticci al sole; dovranno stare al sole per i giorni necessari affinché secchino completamente. Una volta seccati, sbollentateli per pochissimi minuti in acqua già bollente (questo servirà a pulirli). Metteteli quindi ad asciugare tra due panni ed esponeteli ancora due o tre giorni al sole; questa volta copriteli con un velo o una retina a maglie fitte per far si che siano completamente secchi ma che non prendano polvere e non vi si posino gli insetti. Riponeteli in sacchetti di tela e conservateli in un luogo fresco e asciutto.
Sonno una riserva di energia (e di golosità) adatta a tutti i momenti (uno spuntino, alla fine di un pasto, ecc.).



Note: oltre alla marmellata di fichi (che io ho fatto con i fichi fioroni) ecco un altro modo classico di conservare i fichi. Ho utilizzato i fichi che maturano ad agosto e che tendono già a seccare sulla pianta; con il caldo che c'è stato e l'assenza di pioggia in questo periodo, erano quasi già pronti. Per farli seccare sono bastati 5 o 6 giorni.
Ricordatevi di metterli al sole al mattino e di ritirarli la sera affinché non prendano l'umidità della notte.
Come spiegavo nella ricetta, il passaggio in acqua bollente serve ad eliminare la polvere e quel po' di sporco che può essersi posato durante l'esposizione al sole; altro non mi sembra necessario in quanto uso solo i fichi della mia pianta (ovviamente biologici da sempre) e che si trovano lontani da fonti di inquinamento.
La ricetta che ho postato è quella che utilizza mia mamma, che le è stata insegnata da mia nonna e che si tramanda nella nostra famiglia da generazioni.
Questi fichi sono un po' più scuri di quelli che si trovano in commercio perché, pur essendo la stessa varietà di fico, non sono sbiancati (nei procedimenti industriali con un trattamento ai vapori di zolfo); non avranno quindi l'aspetto di quelli comprati ma il gusto e le proprietà nutritive sono senza dubbio migliori.
In tante ricette che ho trovato i fichi vengono spaccati a metà e messi a seccare, in questa i fichi vengono messi a seccare interi.
Durante la loro preparazione non viene aggiunto niente; quando si consumano, possono essere gustati da soli o accompagnati da altra frutta secca (e, a chi piace, anche da un buon bicchiere di vino da meditazione).
Secondo Wikipedia (e non solo), i fichi secchi sono ricchi di vitamine A e B, proteine, zuccheri, e sali minerali (potassio, magnesio, calcio) hanno proprietà emollienti, espettoranti e lassative.


Nelle foto, le varie fasi della lavorazione. Quest'ultima raffigura i fichi all'inizio del procedimento.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Manu & Slvia: non solo prosciutto e fichi.


domenica 30 agosto 2009

Un giorno, tanto tempo fa...


Un giorno, tanto tempo fa (sono ormai passati alcuni anni), un maleducato passava davanti al piccolo giardino di casa mia mangiando una nettarina.
Finito di mangiarla, invece di buttare il nocciolo nel cestino che è pochi metri più avanti, lo ha gettato, oltre la rete, nel mio giardinetto (non è stato né il primo né l'ultimo a buttare qualcosa nel mio giardino).
Io non ero presente e non me ne sono accorto.
Quando me ne sono accorto, il nocciolo era già germogliato ed era spuntata una piantina.
Ho deciso di lasciare crescere questa piantina che era nata per caso.
Così è cresciuta e diventa sempre più grande (ho già provveduto a potarla) e mi regala, ogni primavera, fioriture stupende e, in estate, frutti dolci e succosi.
Quest'anno ho raccolto quasi 10 chili di pesche nettarine.

Morale della favola: non tutti i mali vengono per nuocere.
Comunque, se le persone evitassero di buttarmi nel giardino cartacce, involucri di plastica, cicche e altri rifiuti sarei più contento! :)


venerdì 28 agosto 2009

Gelo di mellone (gelatina di anguria)


Ingredienti:
  • 1 l. di succo di anguria
  • 100 gr. di zucchero di canna
  • 80 gr. di amido di mais
Tempo di preparazione: 40 minuti (oltre al tempo di riposo in frigorifero)

Difficoltà: *

Preparazione: tagliate e sbucciate l'anguria, togliete tutti i semi e frullate la polpa. Scolate il frullato in modo da separare solo il succo. Sciogliete in poco succo lo zucchero e l'amido di mais facendo attenzione ad eliminare tutti i grumi. Unite il succo restante, una spolverata di cannella, mescolate e mettere sul fuoco in un pentolino. Tenetelo sulla fiamma a fuoco basso fino a quando non comincerà a bollire.
Sarebbe bene arrivare al massimo a 90° per i motivi che spiegherò più avanti ma, se non si dispone di un termometro adatto, basterà spegnere non appena comincia a bollire.
A questo punto, versate la gelatina nelle coppette o negli stampini e mettetela in frigo a raffreddarsi e solidificarsi; basteranno poche ore.
Servite con una spolverata di cannella o al naturale.

Note: con queste dosi vengono circa 10 porzioni come quelle della fotografia.
Per ottenere il succo di anguria si può utilizzare anche un passapomodoro; in questo caso non è necessario eliminare i semi che non passeranno attraverso i fori del passapomodoro e verranno automaticamente separati. In alternativa, per fare ancora più alla svelta, si può usare una centrifuga (come ho fatto io); siccome però la centrifuga tende a sprecare un po' di succo, recuperate quel succo filtrandolo in modo da eliminare i semi.
Come si può vedere dalla fotografia, ho versato la gelatina negli stampini di silicone, mi sembra che facciano un bell'effetto.
Il "gelu di muluni", o, italianizzato, il "gelo di mellone" (con due elle) è un dolce estivo tipicamente siciliano, ma principalmente palermitano. Un tempo, era considerato un dolce povero, ma molto in voga durante il festino di Santa Rosalia, patrona palermitana.
Può essere guarnito con altra cannella in polvere oppure con granella di pistacchio non salato e/o con scaglie di cioccolato fondente.
Se li avete, è tradizione aromatizzare il gelo di mellone con dei fiori di gelsomino (biologici e non cresciuti vicino a fonti di inquinamento), utilizzando poca acqua o una parte del succo per macerare qualche ora una manciata di fiori e aggiungere l’infuso al resto del succo, meglio se verso la fine della gelificazione per mantenerne l’aroma.
Io non avevo nessuno di questi ingredienti e l'ho mangiato sia al naturale che con una spolverata di cannella; è molto buono anche così.

I Siciliani e soprattutto i Palermitani vorranno essere indulgenti con me perdonandomi eventuali errori e magari segnalandomeli così che io possa correggerli.

Divagazioni: curiosando su internet, oltre a questa ricetta (che ho trovato in versioni diverse ma molto simili tra loro) e ad alcune delle informazioni riportate sopra, ho trovato anche alcune informazioni di "cucina molecolare" intesa come quella disciplina scientifica che insegna a comprendere i meccanismi che stanno alla base delle trasformazioni che avvengono negli alimenti durante la loro preparazione. In altre parole, la gastronomia molecolare può essere utilizzata come scienza applicata in cucina, non per inventare un nuovo modo di cucinare, ma per comprendere meglio i fenomeni fisico chimici che avvengono durante la preparazione dei piatti, di spiegarli scientificamente, e di sfruttare queste conoscenze per migliorare la qualità delle preparazioni.
Ecco dunque alcune interessanti (secondo me) informazioni che ho trovato sulle gelatine.
Da bambini ci avevano insegnato che la materia si può presentare in forma solida, liquida o gassosa. Come classificare quindi la gelatina?
Si è fatta strada una nuova categoria, la materia soffice. Molti cibi ricadono in questa categoria e si è addirittura sviluppato un intero campo di studi per indagare le proprietà dei materiali che hanno proprietà intermedie tra le fasi "classiche" della materia.
Molti di questi studi si concentrano sui gel, materiali che possiedono proprietà a metà strada tra i liquidi e i solidi. Il primo gel scoperto e utilizzato in gastronomia è stata la gelatina, dove una rete tridimensionale di collagene (una proteina) intrappola e immobilizza un grande volume di acqua. Altre sostanze si possono comportare in modo simile, ad esempio gli amidi, e formare un gel se disciolti in acqua e riscaldati ad una certa temperatura (il termine gelatina viene riservato al gel formato dal collagene).
Gli amidi sono lunghe catene composte da molecole di glucosio, uno zucchero semplice. Se la catena è solo una linea senza ramificazioni, si chiama amilosio (se presenta ramificazioni laterali, invece, si chiama amilopectina). Queste due molecole hanno proprietà diverse e si trovano, in percentuali differenti, nelle polveri estratte dai vari vegetali. Inoltre le catene non hanno tutte la stessa lunghezza, anche questo parametro dipende dal vegetale di provenienza.
L'amilopectina è un polimero del glucosio, altamente ramificato, presente nelle piante. È una delle due componenti dell'amido (l'altra è l'amilosio), ed costituito dall'alfa-D-glucopiranosio.
Le componenti monosaccaridiche (glucosidi sono legate in modo lineare tra loro per mezzo di legami di tipo alfa(1->4); le ramificazioni avvengono con legami di tipo alfa(1->6), ogni 24-30 unità di glucosio. Nell'amilopectina, il numero di molecole di glucosio presenti può variare da 2.000 a 200.000.
L'idrolisi dell' amilopectina che avviene, tra l'altro, nel processo della germinazione del seme, comporta la dissoluzione dei legami alfa(1->4) ad opera degli enzimi alfa e beta-amilasi e la conseguente produzione di destrine (segmenti più piccoli contenenti legami di tipo (1->6) che verranno successivamente attaccate da altri enzimi detti destrinasi. Il risultato di ciò, che avviene unitamente alla degradazione dell'amilosio, sarà la frammentazione di tutto l'amido in unità più piccole, maltosio e glucosio. Il grado di metilazione delle pectine tende a diminuire con la fase di maturazione esempio del frutto. La stabilità dei gel delle pectina è ricollegata in primo luogo al grado di metilazione delle pectine, alla presenza dei legami a idrogeno che stabilizzano la struttura cristallina. Le catene polimeriche sono in grado infatti di trattenere tra le maglie della struttura cristallina acqua e altre sostanze che determinano la stabilità del gel.
La formula bruta o molecolare dell'amilopectina è: (C6H10O5)n
Questa è la sua struttura:


L'amilosio, invece, è uno zucchero polisaccaride che deriva dall'unione di centinaia di molecole di alfa-D(+)-glucosio (solitamente da 300 a 3000) ed è uno dei componenti dell'amido (l'altro è l'amilopectina).
Il legame tra due unità adiacenti si forma tra l'atomo di carbonio n°1 e il n°4 delle due molecole di glucosio con l'eliminazione di una molecola d'acqua; l'amilosio ha quindi struttura lineare. Il contenuto in amilosio di un cibo è un indice del livello di retrogradazione dell'amido subito dall'alimento, fenomeno al quale è legato il noto processo di raffermamento.
L'amilosio ha la stessa formula bruta o molecolare dell'amilopectina: (C6H10O5)n
La sua struttura è però diversa:


Se cerchiamo di sciogliere un pizzico di queste polveri in un bicchiere d'acqua fredda, noteremo che non si riesce. Mescolando il liquido diventa torbido ma poco dopo si deposita sul fondo, questo perché gli amidi sono insolubili in acqua (si sciolgono invece in bocca perché la saliva oltre all'acqua contiene la ptialina in grado di rompere i legami delle catene, fino a liberare le molecole di zucchero).
A temperature elevate però si comportano diversamente; infatti, se scaldiamo l'acqua in cui abbiamo versato gli amidi, succederà quanto descritto sopra, cioè si addenseranno fino a formare un gel di amidi (le temperature del calore dipendono ancora una volta dal tipo di amido usato).
Cosa è accaduto? Le catene, sotto l'azione del calore, hanno assorbito acqua e si sono srotolate, fino a legarsi le une con le altre formando la trama di un tessuto che ha conferito al sistema una struttura solida soffice, catturando fra le sue maglie le molecole d'acqua.
Scaldandosi, i granuli di amido permettono all'acqua di penetrare all'interno, liberando contemporaneamente l'amilosio, un polimero composto da moltissime molecole di glucosio, che contribuisce alla formazione del gel. La gelificazione inizia attorno ai 60 ºC.
Continuando a scaldare la viscosità del succo aumenterà sempre più, sino a raggiungere un massimo attorno ai 90 ºC.
Con questo principio è possibile preparare qualsiasi tipo di gelatina; potremo avere delle gelatine dolci, usando, per esempio, succo di frutta o caffè zuccherato ma anche salate facendo magari degli "gnocchi" un po' particolari.

Linkografia (non vegetariana):
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/08/17/le-ricette-scientifiche-il-gelo-di-mellone/
http://www.moebiusonline.eu/blog/dblog/articolo.asp?articolo=5
http://it.wikipedia.org/wiki/Amilopectina
http://it.wikipedia.org/wiki/Amilosio

domenica 5 luglio 2009

Marmellata di fichi


Ingredienti:
  • 4 kg. di fichi
  • 2 kg. di zucchero
  • 1 limone
  • 1 bacca di vaniglia
Tempo di preparazione: 2 ore

Difficoltà: *

Preparazione: pulite i fichi (senza però sbucciarli) eliminando il picciolo e le parti più dure.
Tagliateli grossolanamente e metteteli in una pentola con lo zucchero, la bacca di vaniglia spaccata a metà e il limone tagliuzzato finemente (tutto, polpa e buccia).
Mettete a bollire a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto, fino a quando non sarà addensata (ci vorrà circa un'ora e mezza).
Invasettate ancora calda e capovolgete il barattolo per pochi minuti per creare il sottovuoto.
Poi rigirate i vasetti nel verso giusto affinché la marmellata non si attacchi al tappo.



Note: siccome avevo tantissimi fichi fioroni e, una volta che sono stati colti belli maturi, durano poco, ho trasformato in marmellata tutti quelli che non ho mangiato.
Ne ho mangiati tantissimi, da soli o con la focaccia, ma molti mi erano rimasti.
Purtroppo, quando è il periodo, maturano tutti insieme e bisogna consumarli in fretta.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Manu & Slvia: non solo prosciutto e fichi.


venerdì 3 luglio 2009

Macedonia di frutta fresca



Ingredienti:
  • 1 pompelmo rosa
  • 1 mela
  • 1 pera
  • 1 banana
  • 1 nettarina (noce pesca)
  • 2 albicocche
  • fragole
  • vino bianco (facoltativo)
  • zucchero di canna
Tempo di preparazione: 5 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: Spremete il pompelmo e tenete da parte il succo.
Sbucciate la banana e fatela a fettine, lavate e sbucciate la mela e la pera, eliminate il torsolo, il picciolo e fatele a dadini.
Lavate e tagliate a pezzetti anche la pesca nettarina; lavate, pulite e tagliate le fragole e le albicocche.
Mettete tutta la frutta in una ciotola e mescolatela; unite il succo di pompelmo e un po' di vino bianco.
Aggiungete sopra lo zucchero di canna senza mescolare, lasciate riposare affinché un po' dello zucchero si sciolga e si amalgami alla frutta (basteranno pochi minuti).



Note: le dosi sono per una persona.
Questa è stata la mia cena dell'altra sera. Ogni tanto mi piace mangiare solo frutta.
Secondo me, la macedonia è sempre buona. Vi ho indicato la frutta che ho utilizzato io perché era quella che avevo in casa; mi è sembrato un buon mix di sapori e di consistenza. Ovviamente può essere variata in base alle disponibilità e alla stagionalità della frutta.
Ormai le fragole sono finite, ho trovato ancora le ultime (ad un prezzo accettabile) e ne ho subito approfittato.
Cerco sempre di mangiare la frutta di stagione; è migliore, più buona e costa meno.
Naturalmente, modificando le dosi, può essere utilizzata come colazione, come merenda o a fine pasto.
Il vino bianco è facoltativo, potete utilizzare dello spumante secco, un vino rosso leggero (o anche rosè) o anche non metterlo.


mercoledì 1 luglio 2009

Focaccia e fichi


Nel mio orto sono arrivati i fichi!
Quello che vi propongo è un buon modo per mangiarli.



Ingredienti (per la focaccia):
  • 100 gr. di farina tipo 00
  • 100 gr. di farina tipo 0 (manitoba)
  • 100 gr. di farina integrale
  • 200 ml. d'acqua
  • 25 gr. di lievito di birra
  • 2 cucchiai d'olio evo
  • sale grosso
  • 2 cucchiaini rasi di sale fino
  • 1 cucchiaino raso di zucchero
Tempo di preparazione: 1 ora e mezzo

Difficoltà: *

Preparazione: miscelate insieme le farine con un cucchiaio d'olio evo, il sale fino, lo zucchero e il lievito di birra che avrete fatto precedentemente sciogliere nell'acqua tiepida.
Mischiate il tutto fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Stendete l'impasto nella teglia nella quale cuocerà e lasciarala lievitare per circa mezz'ora.
Stendete ancora l'impasto premendo con le dita fino a toccare la teglia e formando le caratteristiche fossette.
Lasciate ultimare la lievitazione (ci vorrà almeno un'altra mezz'ora) e versate nelle fossette un cucchiaio d'olio evo emulsionato con acqua; aggiungete un po' di sale grosso in superficie facendo in modo che anch'esso vada nelle fossette e infornate nel forno preriscaldato a 220° per circa 20 minuti.
Servite la focaccia calda accompagnata dai fichi.



Note: le dosi sono per una focaccia di circa 25 cm. di diametro.
Non so dirvi per quante persone è sufficiente, dipende dalla fame, dall'utilizzo (per pranzo, per colazione o per una merenda) e da quanti fichi ci mangiate. Contate comunque che può essere una buona merenda (o colazione) per quattro persone.
Per quello che mi risulta, la focaccia ligure originale prevede l'utilizzo della sola farina tipo 00, soprattutto non ho mai visto utilizzare la farina integrale: io, invece, ho voluto fare questo esperimento mischiando varie farine.
A Genova (e, in misura minore, in tutta la Liguria) è tradizione mangiare la focaccia a colazione assieme al caffè, al posto del cornetto.
A me piace mangiarla da sola o accompagnata dagli alimenti più disparati, In questo caso, l'ho abbinata ai fichi fioroni del mio orto; secondo me, un abbinamento vincente.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Manu & Slvia: non solo prosciutto e fichi.


venerdì 19 giugno 2009

Colazione col sorriso



Guardando una ricetta pubblicata su Veganblog da Elettra che prevedeva l'uso della tahina (che non conoscevo e che ho scoperto grazie a lei) mi è venuta voglia di provarla e così ho preparato la mia prima ricetta: il tofu con la tahina.
Mi è comunque rimasta la voglia (e la tahina!) di preparare qualche altra ricetta con questo ingrediente e così ho deciso di "copiare" proprio la sua ricetta, una colazione primaverile con la quale ha fatto il suo debutto su Veganblog.
Adesso ha già pubblicato moltissime ricette, tutte interessanti.
Io ho voluto chiamarla colazione col sorriso, perché mi ha fatto iniziare la giornata con il buonumore!


Ma veniamo alla mia colazione; avevo in casa una serie di ingredienti, quasi tutti quelli indicati da Elettra; quelli che non avevo li ho sostituiti con altri similari.
Gli ingredienti erano questi.


Ingredienti:
Tempo di preparazione: 10 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: spremete l'arancia e centrifugate la carota e la mela; unite il tutto: avrete così preparato il succo.
Unite la tahina con lo sciroppo di tarassaco e spalmate il composto sulle gallette di farro.
Sbucciate la banana e fatela a rondelle; disponete le rondelle sulle gallette e disponete sopra ogni rondella di banana un pezzetto di noce e al centro delle gallette mezzo gheriglio di noce.

Note: Questa colazione l'ho preparata solo per me, quindi: dosi per una persona.
Lo sciroppo di fiori di tarassaco che ho utilizzato era il primo che avevo fatto e l'ho lasciato addensare troppo, la tahina mi è servita anche a renderlo più fluido.



martedì 2 giugno 2009

Le cliegie e il fiore misterioso



Nel mio orto (amorevolmente curato da mia mamma), in questo periodo sono in piena produzione le ciliegie.
Eccone una rappresentanza.
Dopo le "primaticce", quelle più acquose e più piccole, sono finalmente arrivate quelle grosse, sode e molto saporite.
L'unico inconveniente è che non è possibile mangiarne poche ma si sa... una ciliegia tira l'altra!
Nella foto ho inserito anche un ramo fiorito di una pianta che cresce vicino a casa mia ma di cui non conosco il nome.
Se qualcuno può aiutarmi a svelare il mistero...


Aggiornamento dell'8 giugno:

visto che nessuno ha mandato la risposta giusta, vi svelo di che fiore si tratta (se a qualcuno interessa).

Ecco la pianta:

un particolare delle foglie:

e il fiore:

Secondo le mie ricerche sono arrivato a supporre che si tratti di un ligustro (volgare, sinense o altro).
Su Wikipedia potrete trovare una scheda informativa su questa pianta.
La mia opinione mi è stata confermata anche da altri.


giovedì 28 maggio 2009

Marmellata di mele al gusto di strudel


Ingredienti:
  • 1200 gr. di mele
  • 600 gr. di zucchero
  • 1 bustina di pectina (2:1, cioè che serve per due parti di frutta e 1 di zucchero)
  • pinoli
  • uvetta
  • cannella in polvere
  • foglie di menta (in alternativa a pinoli, uvetta e cannella)
Tempo di preparazione: 40 minuti

Difficoltà: *

Preparazione: lavate e sbucciate le mele, eliminate il torsolo e fatele a pezzetti piccoli con il coltello o con il frullatore. Se usate il frullatore fate attenzione a non farne una crema ma piuttosto dei piccoli pezzettini, anche disomogenei in grandezza (così la marmellata è più buona).
Mettete le mele sminuzzate in una pentola, aggiungete la bustina di pectina, lo zucchero e mettete la pentola sul fuoco; da quando comincia a bollire lasciate cuocere per 4 minuti, aggiungete una manciata di pinoli, una manciata di uvetta precedentemente ammollata nell'acqua calda, un cucchiaino di cannella in polvere e mescolate il tutto.
Invasettate la marmellata ancora bollente, capovolgete i vasetti a testa in giù per sterilizzare il tappo; aspettate un minuto o due che il tappo si sia sterilizzato per il calore e poi capovolgete di nuovo i vasetti nel loro giusto verso.

Note: nella confezione c'è scritto che una bustina di pectina serve per un chilo di frutta ma le mele hanno già la pectina dentro e quindi per non avere una marmellata troppo densa è meglio aumentare un po' la dose di frutta.
Se usate il frullatore per sminuzzare le mele il risultato migliore si ottiene con il tasto ad intermittenza del frullatore anche detto "pulse".
Non fate raffreddare la marmellata alla rovescia perché rapprendendosi si appiccica al coperchio.
Io ho usato la pectina 2:1 cioè due parti di frutta e una di zucchero seguendo le istruzioni riportate sulla scatola (tritare la frutta, aggiungere la pectina, mettere sul fuoco, aggiungere lo zucchero). Poi, a cottura ultimata ho aggiunto cannella a piacere e due cucchiai di pinoli e tre di uvetta ammollata nell'acqua per ogni chilo di marmellata.
Io preferisco usare la pectina perché la marmellata cuoce meno e sa più di frutta. Siccome le mele già hanno la pectina, si può aumentare ulteriormente la dose di frutta rispetto alla ricetta.
Se si vuole provare si possono sostituire uvetta, pinoli e cannella con una manciatina di foglie di menta sminuzzate. Il binomio ha un gusto fresco che si addice di più alla primavera estate, invece il gusto strudel è più invernale. Anzi, siccome la cannella e i pinoli e l'uvetta si aggiungono a fine cottura, volendo si può dividere la marmellata e farne una parte al gusto di strudel e l'altra con l'aggiunta di un mazzetto di menta tritata.

Con questa ricetta partecipo al concorso: sotto vetro.


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